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INFORM - N. 146 - 20 luglio 2001

Violenza al G8 di Genova: condanna di FOCSIV. Pax Christi sconsiglia la partecipazione

GENOVA - A seguito del susseguirsi delle notizie riguardanti gli incidenti in corso a Genova, Volontari nel mondo – FOCSIV (la Federazione di 52 ONG di volontariato internazionale) ribadisce con fermezza la propria durissima condanna di ogni azione violenta.

"Rifiutiamo sempre e comunque ogni forma di violenza, da qualunque parte essa provenga – dichiara il direttore generale della FOCSIV Sergio Marelli – e invitiamo tutti a scegliere forme di incontro, di silenzio, di resistenza passiva. Le nostre ragioni devono essere sostenute solo con la forza delle idee e delle parole, del confronto e delle proposte concrete."

"La cosiddetta zona rossa – continua Marelli – simboleggia il confine tra una protesta pacifica intelligente e una protesta non pacifica né tantomeno intelligente. Diciamo no anche alle strumentalizzazioni di molti media, che anche in questa occasione enfatizzano ed amplificano gli estremismi di una minoranza: l’informazione sembra ormai interamente catalizzata dagli incidenti, a scapito dei temi e delle proposte che devono rimanere comunque al centro di questo vertice".

Da parte sua Pax Christi, "alla luce delle notizie che pervengono sui disordini, i danni, gli atti di violenza che si stanno consumando in questo momento a Genova e di tutte le azioni violente di cui siamo stati diretti testimoni o vittime", ritiene di "non consigliare la partecipazione, ad aderenti e simpatizzanti del nostro movimento, alla manifestazione plenaria prevista nella giornata di sabato 21 luglio".

"Parteciparvi vorrebbe dire avallare e sostenere indirettamente la violenza in cui molti dei partecipanti alle manifestazioni mostrano chiaramente di credere. È dalle 12.30 che assistiamo ad attacchi violenti quanto inutili diretti contro le forze dell'ordine e contro la parte del Genoa Social Forum che crede fermamente nella nonviolenza.

"È stato attaccato e distrutto Piazzale Kennedy, ove erano insediati gli stands dei gruppi che nei mesi scorsi hanno lavorato per coscientizzare e informare; sono stati fatti vari tentativi di violare la zona rossa nella speranza di portare a segno un gesto dimostrativo e simbolico; è stato assediato il Media Centre del Genoa Social Forum; persino, si è pensato di disturbare la pacifica riunione di preghiera a Boccadasse.

"Come Pax Christi ci dissociamo da ogni ricorso alla violenza e ribadiamo la nostra scelta di contrastare il processo di globalizzazione dell'economia con l'educazione alla pace e alla mondialità, la diffusione di una cultura nuova di cooperazione e solidarietà.

"Cosa c'entrano con tutto questo - conclude Pax Christi - i cassonetti incendiati, le molotov, le auto date alle fiamme, un'intera città tenuta sotto assedio dalla paura e dalla minaccia?" (Inform)


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