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INFORM - N. 146 - 20 luglio 2001

Tremaglia (CTIM) su G8 e paesi poveri: per frenare l'immigrazione un piano trentennale di investimenti che dia lavoro a 20 milioni di africani in Africa

ROMA - Nel momento in cui, in termini drammatici, si discutono al G8 i problemi dei popoli in via di sviluppo colpiti dalla povertà, con gravissime conseguenze sul piano della fame e della disoccupazione, l'on. Mirko Tremaglia, nella veste di segretario generale dei Comitati Tricolore per gli italiani nel mondo, sottolinea un passaggio che investe tutti i Paesi dell’Europa occidentale, in particolare l’Italia, per gli squilibri che si sono determinati nel Bacino del Mediterraneo con un flusso di emigrati di vastissime dimensioni: il pericolo di una invasione inarrestabile dell’Europa - egli afferma - non si contrasta certamente con i provvedimenti di espulsione.

Guardando le due sponde del Mediterraneo emergono sproporzioni demografiche in rapporto alla crisi dell’occupazione con ineguaglianze distributive tra i Paesi della sponda Nord e quelli della sponda Sud. Secondo le tendenze di accrescimento demografico, dal 1987 al 2015 la popolazione dell’Europa aumenterebbe di 13 milioni di unità, mentre quella dei Paesi rivieraschi del Sud raggiungerebbe più di 170 milioni.

Su un piano operativo - sostiene ancora Tremaglia -, nulla concretamente si è attuato, creando spaventose situazioni, difficilmente arrestabili e certamente non risolvibili con i sistemi o con posizioni di espulsione degli immigrati clandestini, mentre non si è dato seguito alle nostre proposte approvate in Assemblee internazionali, che prevedevano un intervento dell’Europa a favore dell’Africa con investimenti economici fatti dall’Europa.

Il problema della cancellazione del debito dei popoli africani ha dato risultati del tutto fallimentari perché così non si ferma il vero autentico pericolo di invasione dell’Europa da parte dei popoli che rimangono alla fame, in preda ad una inarrestabile disoccupazione.

Nessuno, quindi, può pensare di arrestare questo flusso migratorio e questo stato di persistente illegalità con sanatorie o con denunce giudiziarie, mentre continua il lavoro nero e lo sfruttamento di ogni tipo di manodopera e la sua utilizzazione per ogni traffico illecito, compreso quello della droga, e il coinvolgimento in ogni forma di violenza.

Al di là delle misure contingenti indispensabili, in linea con gli altri Paesi europei, è ormai indispensabile affrontare il problema di fondo dando nuovo impulso produttivo ai Paesi più poveri, con una effettiva cooperazione e con una politica globale per l’occupazione, rispettando un principio assoluto di civiltà e cioè che "ogni uomo non può essere sradicato dalla propria terra per motivi di lavoro."

Questo deve dire il G8 riguardando una crisi specifica nel rapporto Europa-Mediterraneo-Africa, impegnando i nostri Governi europei a discutere e ottenere un piano trentennale di investimenti europei iniziando dal Nord Africa per dare lavoro a 20 milioni di africani in Africa.

Questi sono dunque i nostri obiettivi:

  1. si prevede per l’Africa un ruolo di vasta produzione economica;
  2. si garantisce il lavoro per gli africani in Africa e si ferma il massiccio esodo migratorio verso l’Europa, altrimenti non contenibile;
  3. si elimina ogni impostazione puramente assistenzialistica, e si esalta una politica di investimenti che determinerà tra l’altro uno straordinario ritorno economico a favore dell’Europa e una importante collaborazione politica Nord-Sud;
  4. si combatte sul serio la fame del mondo, sottolineando che non si può trattare la vastità di questi problemi con il "semplicistico" abbattimento dei debiti del Terzo Mondo;
  5. si impegnano il Governo e la Comunità Europea ad intraprendere tutte le iniziative concrete e necessarie per dare dignità al lavoro, riconoscendo il diritto di ogni uomo ad avere un avvenire per sé e per i propri figli, attuando in tal modo una grande operazione civile, in un destino comune tra Europa e Africa.

A tal fine - conclude l'on. Tremaglia - sarà necessario organizzare a breve termine un Convegno internazionale del lavoro e della cooperazione tra i Paesi dell’Unione Europea e quelli nordafricani e dei rappresentanti della Lega araba. (Inform)


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