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INFORM - N. 144 - 18 luglio 2001

Meeting di San Rossore. Martini evidenzia l’impegno della Regione Toscana per una globalizzazione sociale

FIRENZE - "In otto non possono decidere per tutti. E’ una questione di democrazia, di giustizia e anche di modernità". Così il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha sintetizzato il motivo di fondo del meeting "From global to glocial, questioni globali, soluzioni sociali" che si è svolto il 18 luglio nella tenuta di San Rossore. "I grandi Paesi – ha spiegato - devono rapportarsi a tutti i Paesi del mondo, in una logica di collaborazione e di sostegno allo sviluppo e alla dignità. Allargando la dimensione ‘globale’ a quella ‘sociale’. Ecco allora spiegato il passaggio, evidenziato dal titolo del meeting, dal ‘global’ – l’immenso mercato senza regole – al ‘glocial’ lo scambio planetario non solo di merci e prodotti, ma anche di cultura, esperienze, idee e aiuto". "Vogliamo una globalizzazione diversa – ha spiegato Martini – e l’iniziativa di oggi va in questa direzione. Siamo qui – ha aggiunto il presidente – per dar vita a un confronto fra coloro che si battono per uno sviluppo del pianeta rispettoso degli individui che lo popolano e i governi regionali e locali che più da vicino rappresentano le comunità dei cittadini". Un confronto che sarà mantenuto: Martini ha proposto che l’appuntamento a San Rossore si rinnovi, divenendo un’occasione permanente di incontro.

Il presidente ha quindi sottolineato il ruolo e l’impegno diretto della Toscana sulle tematiche dello sviluppo compatibile, dei diritti, della lotta alle povertà ricordando, per esempio, le iniziative per la salvaguardia dell’ambiente ("Il nostro piano energetico – ha detto Martini – prevede una riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera superiore del 30 per cento all’obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto) o per la tipicità e genuinità dei prodotti agro-alimentari. E ancora per la cooperazione internazionale, in particolare in ambito sanitario ( "Curiamo ogni anno più di 300 bambini provenienti da paesi poveri o in guerra"), e per i diritti civili ("Abbiamo raccolto più di 50mila firme contro la pena di morte"). Impegni e proposte, raccolti nella ‘piattaforma per San Rossore’ che la Regione Toscana ha predisposto per l’incontro e che sarà inviata e diffusa anche a Genova.

Nel suo intervento il presidente ha infine ribadito la disponibilità della Regione a portare il gonfalone a Genova. "Il Genoa social forum mi ha chiesto di portare il gonfalone alla manifestazione del 21 proprio con l’obiettivo di rafforzare la componente pacifica e non violenta del movimento, per dare un segnale di vicinanza reciproca, sul terreno della legalità, tra movimento e istituzioni". "Non andiamo a Genova – ha aggiunto - per criticare il nostro governo, francamente non siamo così provinciali, ma per rivendicare che è necessario andare oltre Genova, che la Regione Toscana vuol stare dentro la sfida della globalizzazione". (mo)


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