* INFORM *

INFORM - N. 143 - 17 luglio 2001

Argentina e Cile chiamano, Padova risponde

E' già operativo nella città veneta uno sportello che fornirà assistenza amministrativa e tecnica ai Veneti di Argentina e Cile che intendono tornare nella Regione di origine. Questa "porta del lavoro", prima del genere in Italia, voluta dall'assessore Raffaele Zanon, sarà proposta a breve anche a Vicenza per gli emigrati e gli oriundi veneti del Brasile

PADOVA - Nel dicembre scorso l'assessore regionale all'emigrazione Raffaele Zanon ha avuto modo di incontrare il console italiano a Buenos Aires. Un incontro nel quale il diplomatico italiano ha presentato un quadro a tinte fosche per molti nostri connazionali che vivono nel paese sudamericano. L'Argentina infatti attraversa un periodo di grave recessione che si protrae già da qualche anno. Una situazione difficile che sta spingendo un numero sempre maggiore di nostri emigrati a rivolgersi al Consolato. Le richieste più numerose riguardano l'acquisizione della cittadinanza italiana e l'assistenza per gli indigenti: i nostri connazionali che vivono in condizioni di povertà sarebbero ben più di diecimila.

In quell'occasione l'assessore veneto ha avuto modo di presentare al Console l'idea di creare una sorta di "porta del lavoro" verso l'Italia, che l'ha accolta con entusiasmo, assicurando l'appoggio della sede diplomatica alla realizzazione del progetto.

Una risposta analoga Zanon l'ha ricevuta da Renzo Facchin, presidente del CAVA, Comitato delle Associazioni Venete dell'Argentina, per l'avvio di un sistema di rapporti permanenti tra Argentina e Veneto attraverso l'apertura di uno sportello in ognuna delle due realtà.

Questo progetto è ora qualcosa di concreto. Da oggi, infatti, possiamo dire che il rientro degli emigrati veneti dall'Argentina e dal Cile sarà più veloce. Questo grazie allo sportello già operativo a Padova, destinato a dare assistenza amministrativa e tecnica agli emigrati e ai loro discendenti. Si tratta di una struttura di supporto ai corregionali all'estero che desiderano rientrare ai quali, tramite questo servizio, saranno fornite le indicazioni e i contatti con i consolati, le ambasciate e gli uffici pubblici e privati.

E' un progetto pilota, il primo del genere in Italia, predisposto dalla Provincia di Padova con il sostegno economico della Regione Veneto. L'iniziativa è stata presentata ufficialmente dall'assessore regionale Raffaele Zanon e dagli assessori provinciali Ubaldo Lunardi e Vera Slepoj.

"Una prima esperienza - ha detto Zanon - destinata ad essere replicata anche in altre provincie del Veneto, come nel caso di Vicenza dove presto sarà attivato uno sportello per i nostri emigrati in Brasile. Inoltre, il programma 2001 della Regione per i Veneti nel Mondo prevede un sostegno economico destinato ai progetti sperimentali intrapresi dalle Provincie per facilitare l'inserimento lavorativo dei nostri "emigrati di ritorno".

Nel caso di Padova, l'avvio del programma di rientro degli emigrati o di loro discendenti dall'Argentina e dal Cile sarà finanziato quest'anno con 95 milioni: 45 della Provincia e 50 della Regione (che ha assegnato alla Provincia un contributo di 100 milioni per il biennio 2000/2001). Lo sportello, come dicevamo, é già operativo ed ha sede al centro per l'impiego di Padova: successivamente sarà creata una struttura speculare in Sudamerica.

Il progetto si svilupperà in due momenti operativi diversi: innanzitutto sarà eseguita un monitoraggio nel territorio per individuare le opportunità di impiego offerte dal tessuto economico della provincia di Padova, effettuando una analisi delle richieste aziendali. Da qui prenderà vita una banca dati alla quale potranno accedere le aziende e i consulenti del lavoro. Al termine di questo lavoro di mappatura scatterà la seconda fase e cioè l'apertura dello sportello gemello in Argentina, in collaborazione con il CAVA e con il coordinamento dei Consolati italiani in Argentina e in Cile, che avrà il compito di raccogliere le richieste degli emigrati veneti in quei paesi.

A questo punto il meccanismo sarà completo. Sono già stati predisposti moduli e modalità di invio dei curriculum, dati anagrafici e quant'altro. I due sportelli si interfacceranno e si potrà così comparare domanda e offerta di lavoro, le necessità delle aziende padovane con le professionalità dei nostri corregionali di Argentina e Cile. Il progetto però non si ferma qui, perché i nostri emigrati che dal Cile o dall'Argentina faranno ritorno alla terra d'origine saranno seguiti passo passo in tutti i passaggi del loro rientro. Quando scenderanno dalla scaletta dell'aereo non solo sapranno quale posto di lavoro li aspetta, ma anche dove saranno alloggiati e, nel caso non siano disponibili i servizi di trasporto pubblico, è prevista, per un periodo transitorio, anche la fornitura di un mezzo per raggiungere il luogo di lavoro. (t.t.-Veneti nel Mondo/Inform)


Vai a: