* INFORM *

INFORM - N. 141 - 14 luglio 2001

Caro ministro Tremaglia ti scrivo …

LUGANO - A prendere un tono così confidenziale, ma che vuole essere rispettoso al massimo, è il CEDIEM (Centro documentazione e informazione emigrazione): una delle tante iniziative sorte spontanee in seno all’emigrazione proprio per dare voce agli emigranti e all’associazionismo migratorio.

A contatto attivo e permanente con gli emigrati, CEDIEM ne conosce la vita, le preoccupazioni, i problemi, le iniziative e le attese che registra in continuità e sottopone all’attenzione dell’opinione pubblica e particolarmente alle istituzioni appropriate.

Il punto su cui CEDIEM vuole richiamare la tua attenzione, caro ministro Tremaglia, riguarda i rapporti Consolato-associazionismo: rapporti spesso freddi, talvolta contradditori, quasi sempre di silenzio tra partner egualmente impegnati per il benessere dei connazionali.

E non solo a Lugano (l’unico consolato rimasto in Ticino e a cui devono far capo circa 70 mila connazionali): rapporti per lo meno traballanti, insignificanti, tinti talvolta di contrarietà sembrano essere comuni a tutti i consolati italiani se si dà per scontata la puntualizzazione in tal senso espressa alla prima conferenza degli italiani nel mondo (Roma 11-15 dicembre 2000) da Franco Narducci segretario generale del CGIE (Consiglio generale degli italiani all’estero).

In concreto - per quanto riguarda la comunità italiana in Ticino - il punto dolente è la mancanza di comunicazione: non si danno risposte alle richieste continue e precise dell’associazionismo migratorio.

È vero purtroppo che a certi livelli l’unico problema degli italiani all’estero è ritenuto l’esercizio del voto nei paesi ospitanti; ma fermarsi solo a questo significa sostare ai margini di un’emigrazione che ogni giorno vive i suoi problemi ed attende risposte rassicuranti.

Ma perché il Consolato non fa conoscere l’utilizzo dei fondi destinati all’associazionismo per le sue attività culturali e sportive? Perché non dà indicazioni precise e dettagliate su chi è tenuto o meno a pagare il passaporto (quanta confusione e spesso pressappochismo !) ?

Perché non pubblica i bilanci dei Comites ed il preciso uso dei fondi ?

Perché non mette nero su bianco qual è la sua disponibilità nei casi di povertà di emigranti ?

Perché non si dà un taglio deciso a quel sistema di burocrazia che tanto disturba i connazionali abituati in un paese che ha tutt’altri sistemi?

E l’orario di apertura degli uffici del Consolato sono fissati a discrezione dei funzionari o mirano all’utilità degli emigrati ?

Una lamentela pesante prende di mira la mancanza di formazione del personale e di conseguenza l’adeguata informazione agli utenti: e forse da questo punto nero derivano tutte le altre carenze.

Non è, caro ministro Tremaglia, sempre questione di finanze (spesso diventa il capro espiatorio di inadempienze): è questione di volere e sapere impostare i rapporti su un piano di parità riconoscendo ai connazionali e alle loro associazioni quel "diritto di cittadinanza " che è compendio imprescindibile di diritti e di doveri contemporaneamente.

Se con competenza, continuità e senza appellarsi a tempi lunghi si opererà in direzione di un miglior rapporto Consolato - associazionismo migratorio, sarà benvenuto il nuovo ministero di cui lei, caro Tremaglia, è a giusto motivo titolare.

Buon lavoro, Ministro - conclude, per il CEDIEM, Giuseppe Miele. (Inform)


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