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INFORM - N. 140 - 13 luglio 2001

Immigrazione in Veneto - L'assessore regionale Zanon ha presentato il volume "Popoli fra noi" curato dalla CISL veneta

VENEZIA, 12 lug. - "Popoli fra noi" è un volume, promosso dalla Regione Veneto e dalla CISL regionale, che raccoglie i risultati di una ricerca sugli aspetti culturali, sulla storia e sul profilo economico e lo sviluppo umano dei dieci paesi da cui proviene maggiormente l'immigrazione nel Veneto (dal Magreb africano all'ex Jugoslavia, dalla Romania alla Cina). Il volume, curato dal dr. Paolo Merlo, è stato presentato a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, dall'Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon e dal segretario regionale della Cisl Franco Sech, alla presenza dei rappresentanti degli enti e delle categorie che partecipano al Tavolo Unico Regionale di Coordinamento sull'Immigrazione e dei componenti della Consulta Regionale Immigrazione.

Il volume comprende schede di agile consultazione, corredate di dati e interviste che facilitano l'approccio positivo ai diversi popoli e alle diverse culture presenti nel Veneto. "Nel settore dell'immigrazione, l'informazione - ha detto Zanon - può assumere, come nel caso della ricerca "Popoli fra noi", un ruolo significativo per favorire un approccio positivo e civili relazioni fra la comunità veneta e i diversi popoli e culture presenti nel territorio regionale, nel rispetto dei diritti dei singoli e delle comunità, dei principi di legalità e di ordinata convivenza tra le persone".

Dai dati della ricerca, riportati dal volume, si evince che le comunità di stranieri extracomunitari più consistenti sono quelle provenienti dal Marocco, Senegal, Albania, Romania e Ghana. La distribuzione delle diverse nazionalità per provincia vede, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (fine 1999, fonte Ministero Interni) la comunità marocchina più presente a Verona (5.519) e a Treviso (4.783); quella albanese a Treviso (2.757), a Vicenza (1.950) e a Padova (1.925); quella jugoslava a Vicenza (6.343) e a Verona (2.292); quella rumena Padova (1.900) e a Verona (1.678); quella ghanese a Vicenza (3.048) e a Verona (1.931); quella croata a Treviso (1.084), a Padova (793) e a Vicenza (790); quella nigeriana a Verona (1.381) e a Treviso (989); quella macedone a Treviso (1.630) e a Vicenza (449).

"Il riconoscimento di persone e culture provenienti da altri paesi è uno dei nodi centrali della convivenza civile anche nel Veneto - ha detto il segretario della Cisl Sech -. Con questo opuscolo si intende contribuire a promuovere occasioni e strumenti di analisi, conoscenza e confronto con i soggetti portatori di culture e valori diversi presenti nel territorio, per rimuovere e pregiudizi e affermare i diritti umani contro l'insidia dell'intolleranza e del razzismo".

Un'apposita sezione del volume è dedicata allo sviluppo umano, rappresenta il livello di istruzione, della sanità, l'adesione ai trattati internazionali, l'appartenenza agli organismi più rappresentativi a livello internazionale, l'indice di sviluppo umano (che è un indice calcolato ogni anno dall'ONU a partire dal 1990). Per ogni comunità rappresentata è raccolta un'intervista sulle motivazioni di abbandono del Paese d'origine, sulla situazione occupazionale, sulle difficoltà di inserimento nel Veneto, sulle relazioni instaurate nel territorio e sulle prospettive future. In una distinta sezione sono riportati infine, relativi a ogni comunità, dati statistici sulle presenze nel Veneto e sull'inserimento degli stranieri nel mercato del lavoro (iscrizioni al collocamento, avviamenti al lavoro, rilascio dei libretti di lavoro). Il volume è stato stampato in 7.000 copie e avrà un'ampia distribuzione sul territorio: giungerà infatti alle scuole, alle biblioteche, alle sedi sindacali, alle fabbriche e agli uffici delle Pubbliche Amministrazioni. (Avn/Inform)


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