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INFORM - N. 139 - 12 luglio 2001

Cooperazione italiana allo sviluppo : la V Commissione del CGIE per l’armonizzazione degli interventi

ROMA - "Mediterraneo, Medio Oriente, Africa, America Latina. Queste immense aree geografiche sono state, sono e dovranno continuare ad essere gli obbiettivi primari della Cooperazione italiana a favore dei Paesi in via di sviluppo".

E' quanto afferma, in un documento approvato in occasione della recente Assemblea plenaria, la V Commissione del Consiglio generale degli italiani all'estero.

"La nostra politica di cooperazione - si legge nel documento - ha conosciuto anni di grandi e risonanti successi, quando, con orgoglio, 1’Italia poteva affrontare un impegno finanziario a favore dei Paesi poveri ben maggiore di quello stanziato da tanti Paesi più ricchi e prosperosi. Essa è stata veicolo primario della nostra iniziativa e attiva integrazione in Africa che, nonostante le molteplici critiche, ha permesso di muoverci sulla scacchiera africana con i carismi della legalità politica internazionale.

Sono poi seguiti anni in cui i programmi italiani di cooperazione conoscevano una fase di 'congelamento' e l’attenzione dell’Occidente si rivolgeva ai Paesi dell’ex Europa dell’Est dopo la caduta del muro di Berlino. E’ allora apparsa chiara la necessità per la cooperazione italiana di una legge-quadro che la regolasse in maniera più adeguata e trasparente.

La nuova legge per la cooperazione, destinata ora a riprendere il suo iter parlamentare già particolarmente travagliato nella precedente legislatura, dovrà non solo essere immune dagli errori del passato, ma anche capace di far fronte efficacemente alla situazione di eccezionale emergenza che continua a caratterizzare i Paesi in via di sviluppo.

Un impegno di cosi vasta portata comporta la necessità imprenscindibile di un’adeguata armonizzazione delle risorse e delle iniziative di cooperazione. In questo senso, un fattore primario è rappresentato dal profondo impegno degli italiani operanti nei Paesi in via di sviluppo: tipico esempio di 'nuova emigrazione', essi rappresentano una realtà industriale e imprenditoriale composta di ingegneri, architetti, tecnici e operai specializzati impiegati nella realizzazione di progetti di grande rilevanza, che hanno saputo guadagnarsi la fiducia dei Paesi in cui operano, contribuendo al loro sviluppo.

Per questo - rileva la V Commissione del CGIE - è estremamente auspicabile che, nel contesto della nuova legge, venga prevista la costituzione di una Commissione ad hoc per l’armonizzazione di interventi di cooperazione che prevedano il coinvolgimento degli italiani residenti nei Paesi beneficiari dei relativi programmi stabiliti. Tale Commissione, che con la sua attività non mancherebbe di valorizzare le esperienze di coloro che hanno già tempo profuso il loro impegno all’estero, costituirebbe sicuramente uno strumento prezioso di dialogo e di promozione di iniziative fra i nostri connazionali che, con la loro serietà ed il loro lavoro, tengono alto il nome dell’Italia nel mondo; la Commissione dovrebbe ricomprendere anche una rappresentanza del CGIE". (Inform)


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