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INFORM - N. 138 - 11 luglio 2001

Una nota del CEDIEM, Lugano

Anche i sacerdoti emigrano e danno man forte alla Chiesa locale

LUGANO - Guardare il fenomeno migratorio in tutte le sue componenti: è un impegno di chi nel movimento dei popoli vuole cogliere l’apertura alla multietnicità e multiculturalità.

Il CEDIEM (Centro documentazione e informazione emigrazione) ha posato l’attenzione anche sulla chiesa ed in particolare sulla diocesi di Lugano che presiede alla pastorale di tutto il Ticino.

Cantone con una fortissima percentuale di stranieri, il Ticino conta anche moltissimi Sacerdoti incaricati della cura pastorale, qui giunti da paesi vicini e lontani.

Dai dati statistici aggiornati al 20 marzo 2001 in Ticino erano presenti (in attività pastorale, in attività indipendente o a riposo per età molto avanzata) 304 Sacerdoti appartenenti al clero secolare e a quello regolare (ordini e congregazioni religiose).

Di questi ben 137 non sono ticinesi/svizzeri, una percentuale che si assesta al 45 %.

In dettaglio ben 94 sono di provenienza italiana; ma sono rappresentate molte altre nazionalità che concorrono quasi a dare l’universalità della chiesa casa di tutti.

In dettaglio: 15 sono polacchi, 3 del Togo, 3 tedeschi, 2 croati; Belgio, Brasile, Cile, Colombia, India, Lituania, Olanda, Portogallo, Venezuela e Zaire concorrono con 1 sacerdote ciascuno.

Un esempio di integrazione particolare - rileva il CEDIEM -, ma alla quale si può guardare per prendere spunti ed incentivi per una operatività comunitaria dalla molte lingue e tradizioni. (Inform)


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