* INFORM *

INFORM - N. 138 - 11 luglio 2001

"Globalizzazione dei diritti e delle opportunità"

Le richieste del CGIE al Governo italiano sul G8 di Genova: sostegno allaTobin Tax, cancellazione del debito, ratifica di Kyoto

ROMA - Il primo dei dodici ordini del giorno approvati dall'Assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani a conclusione della riunione del 4-6 luglio è dedicato al G8 di Genova. Non tutti i componenti del CGIE si sono trovati d'accordo sull'opportunità di prendere posizione su tale argomento: l'approvazione è avvenuta a maggioranza, con sette astensioni e un voto contrario.

L'aggancio alle politiche degli italiani all'estero è rappresentato, comunque, dal riferimento ai documenti (specie a quello di Montevideo) delle preconferenze d'area che hanno preceduto la Prima Conferenza degli italiani nel mondo e dall'assenza d'interi continenti, come l'America Latina dove vivono vaste comunità italiane, dalle decisioni del G8.

Questo il testo dell'ordine del giorno.

"IL CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO, riunito in seduta plenaria il 4-5-6 luglio 2001, approva il seguente documento:

Il CGIE in vista dell’imminente incontro del G 8 a Genova, al quale partecipa anche l’Italia, esprime viva preoccupazione per l’esclusione di Paesi che subiranno le conseguenze di decisioni di natura politica ed economica alla cui elaborazione non hanno preso parte.

Il modello di globalizzazione prevalente, non controllato da centri di effettiva rappresentanza politica sovranazionale, ma unicamente dai Paesi dominanti, autocostituitisi nel G8, colpisce in primo luogo i popoli – e sono la maggioranza – storicamente spinti in condizioni di marginalità e di sottosviluppo.

IL CGIE, CONSTATATO

Che intere aree continentali, come l’Africa e l’America Latina, saranno totalmente assenti dalla discussione sostanziale nel G8 di Genova,

RIBADISCE

Che ogni decisione che si ispiri ai valori della democrazia deve assicurare la partecipazione effettiva di tutti i Paesi interessati.

IL CGIE RITIENE

Che le volontà manifestate in tal senso nei documenti delle pre-conferenze continentali, specie in quello di Montevideo, negli interventi degli oltre duecento parlamentari di origine italiana riuniti a Roma nel novembre del 2000 e riconfermate in occasione della visita del Presidente Ciampi in Argentina ed Uruguay, debbano trovare attuazione.

Va, dunque, praticata una "globalizzazione dei dirittti e delle opportunità", promossa con specifiche iniziative raccordate dei Governi, che abbiano come obiettivo la crescita dell’occupazione, la garanzia delle condizioni necessarie per il rafforzamento della domanda interna, e uno sviluppo sostenibile e solidale basato sul principio di interdipendenza di aree, paesi, mercati e sistemi produttivi.

L’Italia deve imboccare la strada di politiche concertate, ancorate alla sua appartenenza all’Unione Europea, così da essere in grado di sviluppare interventi e rapporti a pari dignità con i Paesi dei continenti svantaggiati, in particolare dell’America Latina e dell’Africa.

Il CGIE CHIEDE AL GOVERNO ITALIANO DI:

  1. sostenere l’introduzione di un’imposta sulle transazioni di natura speculativa, finalizzandola alla realizzazione di progetti di lotta alla povertà e alla disoccupazione, nonché di salvaguardia dell’ambiente;
  2. cancellare il debito contratto dai Paesi più poveri;
  3. ratificare il protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni inquinanti;
  4. cooptare nel G 8 un rappresentante dell’ONU.

Accanto al ruolo dei Governi, il CGIE considera fondamentale l’apporto che può venire dall’iniziativa, ad alto valore aggiunto, delle organizzazioni sociali e del mondo del lavoro, specie di quelle italiane, in prima fila nella solidarietà e nella cooperazione internazionali.

La presenza italiana nei paesi delle aree escluse dal prossimo incontro di Genova, consistente e significativa per il peculiare radicamento e per il rapporto culturale che ha mantenuto con la madrepatria, deve essere valorizzata in quanto determinante per strategie di sviluppo nella democrazia, di libertà e di giustizia sociale". (Inform)


Vai a: