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INFORM - N. 137 - 10 luglio 2001

Svizzera - Ancora una revisione della legge sull’asilo

BERNA - Il Consiglio Federale ha posto in consultazione un progetto per la revisione della legge sull’asilo. Un nuovo cambiamento della legge, entrata in vigore solo due anni fa, è stato giustificato dalla necessità di adeguare la Svizzera al cammino di armonizzazione della politica per l’asilo che sta avvenendo nell’Unione Europea. Tra le misure previste, vi è l’introduzione della regola del "paese terzo sicuro": le autorità non accoglieranno le richieste di asilo di persone che sono passate per nazioni ritenute sicure. I profughi in questione potranno essere rimandati nei paesi da dove sono venuti. Questo avverrà, comunque, in un numero limitato di casi, perché è difficile ricostruire in modo attendibile gli itinerari percorsi dai richiedenti l’asilo. Una norma importante che si vuole introdurre è la possibilità di ottenere un permesso di dimora per le persone che godono da almeno sei anni dell’accoglienza provvisoria a motivo umanitario o che non hanno ancora ricevuto una risposta alla loro domanda di asilo. Si tratta di stranieri che da anni vivono nella provvisorietà senza potersi inserire nel paese in cui vivono.

Nella nuova legge sono previste misure per ridurre ulteriormente le spese nell’ambito dell’asilo, soprattutto quelle sanitarie. La Confederazione darà dei contributi fissi ai Cantoni, che dovranno amministrare i fondi in modo efficiente ed economico. Il divieto di lavorare non viene, invece, preso in considerazione, anche perché è stato dimostrato che proprio questo è una delle cause dell’aumento dei costi per le casse dello Stato e causa gravi danni psicologici ai rifugiati. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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