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INFORM - N. 136 - 9 luglio 2001

Investimenti italiani in Jugoslavia. Urso: "sbloccati 20 miliardi per 40 imprese"

ROMA - E’ stata firmata con ratifica del vice ministro per le Attività Produttive, Adolfo Urso, la convenzione tra il Ministero per le Attività Produttive, Servizio Coordinamento degli Strumenti e degli Studi in materia di Internazionalizzazione e la SIMEST per la gestione del fondo di 20 miliardi istituito per lo sviluppo degli investimenti italiani in piccole e medie imprese miste nella Repubblica Federale Jugoslava. La convenzione, sottoscritta dal Direttore Generale del Servizio, Pietro Verzeletti, e dal Presidente della SIMEST Ruggero Manciati, definisce le attività del gestore e le commissioni sulle relative spese. Contestualmente si è insediato il previsto Comitato di indirizzo e rendicontazione che definirà i criteri generali per l’operatività del fondo ed approverà le proposte di intervento formulate dagli uffici della SIMEST.

Il meccanismo d'intervento pubblico prevede l’acquisizione di quote di capitale di rischio da parte della SIMEST per conto del Ministero. Tali quote, che possono essere pari fino al 25% del capitale italiano investito, sono aggiuntive rispetto a quelle che SIMEST e/o Finest possono assumere con la loro attività istituzionale abituale. Ciò significa che la quota d'intervento pubblico complessivo in acquisizioni azionarie, può raggiungere, nel caso di imprese del Triveneto, il 65% dell’intero capitale italiano investito e, in tutti gli altri casi, il 50%.

Da oggi - ha commentato il vice ministro Urso - almeno 40 piccole e medie imprese potranno usufruire di questa prima trance di intervento per investimenti produttivi nella Repubblica Federale Jugoslava. Tra breve, anche sulla base di questo esperimento, saranno definite le procedure per l’attuazione della legge sui Balcani che prevede ulteriori 330 miliardi per la partecipazione italiana al processo di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo dell’area". (Inform)


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