* INFORM *

INFORM - N. 134 - 7 luglio 2001

L'editoriale di "Tribuna Italiana", Buenos Aires

"Lo scrive anche l'ambasciatore"

BUENOS AIRES - "Nelle elezioni del 13 maggio ci sono stati quattro milioni di assenti involontari: gli italiani nel mondo...". "La nomina nel governo Berlusconi di un ministro per gli Italiani nel mondo - nella persona di un parlamentare che ha dedicato a questo scopo tutta la sua carriera politica - costituisce al tempo stesso un segnale incoraggiante e la premessa indispensabile per un lavoro di ampio respiro. La prima esigenza è di adeguare l'offerta dei servizi consolari nelle aree a più alta densità italiana alle necessità effettive...". "Non possiamo naturalmente abbandonare la parte più anziana della nostra comunità. Dobbiamo perciò difendere i diritti acquisiti in materia di pensione, ampliare la nostra assistenza diretta e indiretta, fortificare la rete delle nostre istituzioni ospedaliere, asili geriatrici ecc. Dobbiamo però lavorare avendo in mente un tipo di italiano all'estero tendenzialmente giovane o adulto, di condizione socio-economica media e che non conosce o conosce poco l'Italia, la sua lingua, la sua realtà politica, culturale, ed economica e punta alla riscoperta delle proprie radici..." "...le associazioni rimangono ma conoscono serie difficoltà di obiettivi e di sopravvivenza. Sta a noi valorizzarle, indirizzarle verso compiti aggiornati e aiutarle a conservare e restaurare il loro patrimonio, spesso di grande valore artistico e storico...". "Dobbiamo guardare ai milioni di italiani nel mondo, non come un'appendice folclorica da rimuovere, ma come una risorsa viva per lčespansione dellčinfluenza politica, economica e culturale del nostro Paese nel mondo e per la sua immagine di Paese civile e avanzato. E che piaccia o no, come a futuri elettori".

Le frasi riportate fin qui non le ho scritte io, ma sono in un articolo intitolato: "Gli italiani nel mondo una risorsa da valorizzare a cominciare dal voto", scritto dallčambasciatore d'Italia Giovanni Jannuzzi e pubblicato nel "Corriere della Sera". La citazione è di una lunghezza inconsueta - lo riconosco - ma ho voluto farla, non tanto per i problemi che l'ambasciatore tratta con tanta efficacia, ma che non sono certamente nuovi nelle nostre colonne. Lo faccio invece per una duplice circostanza che mi preme sottolineare e cioè, anzitutto che a scrivere lčarticolo è stato l'ambasciatore dčItalia e, in secondo luogo, che l'ha pubblicato il grande quotidiano milanese, che si occupa raramente di questi nostri problemi, sebbene, come giustamente mette in risalto l'ambasciatore, noi italiani all'estero siamo quattro milioni. Non pochi.

A questo riguardo c'è da osservare che, sebbene il Corriere della Sera contribuisca a dare, qui in Argentina, una maggiore informazione sull'Italia, sui diversi aspetti della realtà italiana, non dà un analogo contributo a una migliore informazione degli italiani residenti in Italia, sulla nostra realtà di italiani allčestero. In altre parole è molto raro trovare sulle colonne del quotidiano milanese, articoli come quello dell'ambasciatore Giovanni Jannuzzi ed è un vero peccato, perchè se in Italia non sanno nemmeno che esistiamo, non possono logicamente capire, occuparsi, preoccuparsi e provvedere. Proprio per questo decisero a Roma di dare un contributo finanziario a giornali italiani d'Italia che fossero in vendita all'estero. Ma, chissà, forse quel contributo è considerato irrisorio da chi lo riceve!

Quanto all'altra circostanza, cioè che a scrivere l'articolo sia stato l'ambasciatore Jannuzzi, l'importanza eccezionale è fin troppo evidente, sia per l'autorevolezza dellčarticolista, sia perchè a scrivere sui nostri problemi non è stato uno di noi italiani all'estero, ma un eminente funzionario che, per un periodo limitato di anni, si trova in Argentina per rappresentare l'Italia, lo Stato e il governo italiano. Per conseguenza, anzitutto è esplicito il riconoscimento che i problemi, per i quali da anni reclamiamo soluzioni, sono reali e d'altra parte, tale riconoscimento viene dal rappresentante in Argentina dello Stato italiano che dovrebbe risolvere tali problemi! Chi, se non lo Stato, il governo, il Parlamento italiano, deve risolvere il problema del voto, deve potenziare la rete consolare, deve provvedere all'assistenza agli anziani e a una politica organica perchè i nostri discendenti possano e vogliano riscoprire le proprie radici, deve impegnarsi per la sopravvivenza e la valorizzazione delle associazioni, deve guardare alle comunità italiane all'estero come a una risorsa per la maggiore influenza dell'Italia nel mondo?

Io sono certo, che le cose che scrive nell'articolo, l'ambasciatore le ha già scritte anche nei rapporti che invia alla Farnesina, ma purtroppo finora non è successo nulla o, se vogliamo, è successo poco, molto poco, troppo poco. Si estenderà anche a noi il nuovo corso che Berlusconi intende imprimere alla politica italiana? Come sempre, speriamo. (Mario Basti-Tribuna Italiana/Inform)


Vai a: