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INFORM - N. 133 - 5 luglio 2001

Antonio Macrì, Vice Segretario generale per l'America Latina

ROMA - Nel soffermarsi in particolare sulle problematiche che riguardano le collettività italiane all’estero nei Paesi dell’America Latina, innanzitutto Macrì fa presente come la struttura del Ministero degli Affari Esteri continui ad essere l’interlocutore naturale. Al riguardo, se si è avuto un miglioramento nell’atteggiamento dei funzionari nei confronti dei connazionali all’estero, tuttavia la filosofia della Farnesina non è mutata e nella politica estera italiana continua ad essere del tutto misconosciuto il patrimonio degli italiani all’estero.

E’ gravissimo che ancora persista il ritardo nell’AIRE: la legge è del 1988 ed è assurdo che addirittura per l’esercizio concreto del diritto di voto sia stato ostativo il mancato completamento dell’anagrafe. E’ auspicabile che quanto prima possano essere - come preannunciato - assunti 350 contrattisti, da assegnare anche allo smaltimento delle pratiche giacenti.

E’ parimenti grave che le collettività italiane non siano mai state interpellate circa la ristrutturazione della rete consolare. Non a caso vi sono state proteste a tal punto da far sospendere l’attuazione del piano, tanto più penalizzante nell’America Latina. Certamente il sistema del sorteggio non fa diminuire in tempi di attesa: il punto di fondo è l’enorme sproporzione tra il numero degli addetti e l’entità delle pratiche, che tra l’altro in America Latina hanno un contenuto più complesso, date le caratteristiche dell’emigrazione.

Circa la lingua italiana, addirittura a Buenos Aires manca un ispettore scolastico, per cui si fa ricorso agli ispettori francesi. La situazione non è migliore per quanto attiene alla formazione professionale. In questo contesto è comunque indispensabile che quanto prima divenga operante la nuova legge sui patronati.

Drammatica è poi la questione in America Latina della scarsa copertura territoriale, aggravata dalla scarsa dotazione di risorse per i consolati onorari. Per conto della Commissione continentale, invita a ricostituire gli organici (diminuiti del 30 per cento), a rendere più appetibili per i funzionari le sedi dell’America Latina, ad utilizzare con maggiore flessibilità personale locale, a rendere più funzionali gli uffici consolari, a snellire l’iter per i nuovi contratti, ad aumentare le risorse per i consoli, a dotare gli uffici di adeguate strumentazioni informatiche, ad una piena attuazione delle leggi sulla semplificazione amministrativa, ad abolire la necessità del rinnovo quinquennale dei passaporti trasformandolo in decennale, ad intervenire nelle situazioni di emergenza di Paesi - come il Cile e la Colombia - in cui non vi sono consoli, ad individuare le misure di urgenza e necessità per smaltire le pratiche giacenti dal 1987-88.

E’ altresì indispensabile modificare l’assetto normativo del CGIE e dei Comites, per i quali non è stata nemmeno approvata nella scorsa legislatura la legge di riforma, che pure non era del tutto soddisfacente. Non si può continuare ad operare con una sorta di "volontariato rappresentativo" senza risorse sufficienti, che tra l’altro spesso arrivano con notevole ritardo.

Circa il CGIE, le Commissioni continentali debbono avere maggiore autonomia per i problemi dell’area di riferimento. Occorre altresì rivedere i metodi di scelta dei membri del Comitato di presidenza.

Macr' rivolge infine un appello al Governo italiano affinché la politica estera italiana possa appieno sfruttare le potenzialità dei connazionali all’estero, in particolare nell’America Latina. Si appella altresì al Governo italiano affinché si faccia promotore dell’appello del premio Nobel José Ramos-Horta al fini della cancellazione del debito dei Paesi più svantaggiati e della promozione di un‘azione internazionale di solidarietà. (Inform)


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