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INFORM - N. 133 - 5 luglio 2001

Giovanni Farina, Vice Segretario generale per l'Europa e l'Africa del Nord

ROMA - E’ auspicabile che il neo Ministro Tremaglia possa risolvere le decennali problematiche degli italiani nel mondo, come pure è auspicabile che non si ripetano in Italia - una delle maggiori potenze economiche - a danno degli immigrati quelle stesse discriminazioni e tragedie che colpivano fino a qualche anno fa i nostri connazionali nei Paesi di accoglienza.

Occorre una profonda revisione degli organismi elettivi delle rappresentanze italiane all’estero. La legge istitutiva del CGIE risale alla fine degli anni ‘80, individua numerose funzioni, ma nulla prevede per saldare le rappresentanze degli italiani all’estero alle singole realtà territoriali dei Paesi di accoglienza. La stessa limitatezza delle risorse ha fatto sì che sostanzialmente solo attraverso la disponibilità ed il sacrificio dei singoli tali organi abbiano potuto continuare a funzionare. E’ quindi indispensabile individuare funzioni più efficaci al servizio degli italiani nel mondo per quanto concerne gli organi rappresentativi, per la cui riforma si fa personalmente portatore di un percorso di rinnovamento.

Innanzitutto i Comites debbono funzionare con strutture adeguate messe a loro disposizione e debbono essere rappresentativi attraverso una forte partecipazione popolare. Inoltre, debbono esprimere un parere obbligatorio su tutti i capitoli di spesa riguardanti le singoli circoscrizioni. Infine, debbono collegarsi in una assemblea di coordinamento nazionale.

Quanto al CGIE, sarebbe opportuno un suo riconoscimento costituzionale, alla luce dell’articolo 99 della Costituzione, che prevede organi ausiliari del Parlamento e del Governo. Nello specifico le ccommissioni continentali debbono tramutarsi in assemblee permanenti continentali, con un segretariato permanente a tempo pieno.

E’ quindi opportuno che la commissione sui diritti civili e politici - magari opportunamente integrata - elabori un documento programmatico sulla riforma delle rappresentanze elettive degli italiani all’estero, da sottoporre a tre grandi assemblee continentali, poi da coordinare in un’assemblea generale.

In ogni caso, nell’immediato, in una situazione di perdurante difficoltà è opportuno rinviare il rinnovo dei Comites, mediante una proroga, onde evitare l’aprirsi di una fase di autodistruzione e di suicidio della democrazia, come avverrebbe a seguito di una bassissima partecipazione alle elezioni per la loro ricostituzione. (Inform)


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