* INFORM *

INFORM - N. 133 - 5 luglio 2001

Luigi Sandirocco, Vice Segretario Generale di nomina governativa.

ROMA - Sandirocco esordisce commemorando le figure di Domenico Romano e Gino Bloise, consiglieri CGIE recentemente scomparsi. Esprime quindi apprezzamento per lo spirito della relazione del Ministro Tremaglia, con particolare riguardo agli aspetti relativi al ricordo della storica tragedia vissuta da milioni di emigranti italiani, e rinnova al Ministro l’augurio di buon lavoro e di successo nella sua fatica.

Il profondo mutamento del quadro politico nazionale verificatosi con le recenti elezioni non consente di condividere l’eccessiva enfasi che si vuole attribuire a questi risultati elettorali sotto il profilo dell’interesse e delle aspirazioni delle nostre comunità all’estero. Le grandi questioni che interessano queste ultime rimangono tutte sul tappeto, pur se in questi anni si sono compiuti passi decisivi, come la modifica di alcuni articoli della Costituzione e l’istituzione della Circoscrizione Estero, l’insieme delle proposte e decisioni approvate unitariamente dalla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, il convegno promosso dal Presidenti dei due rami del Parlamento tra i parlamentari di origine italiana eletti nei Paesi europei ed extraeuropei. Se non si è all’anno zero, si tratta ora di procedere partendo da quanto è stato acquisito e sapendo che le logiche sociali e politiche in emigrazione non ripercorrono schemi validi a livello nazionale.

La componente dei rappresentanti di nomina governativa dovrebbe assolvere, secondo l’intendimento del legislatore, ad un ruolo di raccordo più stretto tra le varie componenti continentali del CGIE, le istituzioni italiane, il movimento sindacale e associativo e il sistema dei partiti. Di fatto, però, i meccanismi previsti dalla legge istitutiva non consentono questa attività: al membri di nomina governativa è preclusa la possibilità di partecipare alle assemblee continentali neppure con una ristretta rappresentanza, né essi sono messi in grado di riunirsi come componenti del CGIE. Questa situazione appare frutto di una volontà politica governativa che promana dalla burocrazia ministeriale; si tratta di un atteggiamento ingiusto e vessatorio, nei confronti del quale si intende proporre una modifica della legge istitutiva, con l’obiettivo di espandere ulteriormente l’autonomia del CGIE e la sua capacità di proposta e di intervento sul processo di formazione e attuazione di una politica moderna e coerente verso l’Italia e fuori del nostro Paese. (Inform)


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