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INFORM - N. 133 - 5 luglio 2001

ASSEMBLEA CGIE - GLI INTERVENTI DEI VICE SEGRETARI D'AREA

Gino Bucchino, Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni.

ROMA - Il multiculturalismo, che rappresenta un patrimonio di esperienza da valorizzare, ha consentito, oltre all’integrazione, il raggiungimento della convinzione secondo cui l’espressione della propria cultura è elemento essenziale per garantire che il processo di integrazione prosegua nel tempo. Per l’Australia ed il Canada rimane da sciogliere il nodo dell’elezione diretta dei Comitati Italiani all’Estero, che si chiede divenga reale mediante un opportuno intervento diplomatico.

Le collettività di origine italiana in Australia sono il secondo gruppo dopo quello anglosassone, con oltre 200 mila nati in Italia ed oltre 500 mila di seconda generazione. Nei censimenti australiani non si indica più l’origine etnica per le generazioni successive alla seconda, ma è da dedurre che la comunità italiana in quel continente superi il milione di persone. Negli Stati Uniti il bacino degli oriundi supera i 20 milioni. In Sud Africa si parla di 75 mila italiani e 75 mila oriundi. In quest’ultima regione sussiste il problema della crescente criminalità legata alla particolare fase di transizione politica.

Di fronte a questi dati, appare evidente l’esigenza di mobilitarsi per evitare l’assimilazione: è un patrimonio che anche le nuove generazioni sempre più conoscono e apprezzano. Da parte di queste ultime giunge una forte richiesta di un generale rafforzamento degli scambi culturali, affiancata da grande interesse per la lingua italiana e per l’Italia in genere. In Paesi come l’Australia, inoltre, ci si propone di raggiungere in breve tempo il 50 per cento della partecipazione femminile a tutti i processi politici e sociali. Il dibattito sulla parità dei diritti deve essere costantemente accompagnato da azioni positive.

In tutti i Paesi dell’area vi è poi un generale invecchiamento delle comunità. Uno stato sociale moderno deve porre come questione centrale la ricerca di una equità che rafforzi i legami di solidarietà tra le generazioni. Si deve attivare un metodo di consultazione che consenta agli anziani una partecipazione da soggetti attivi, promuovendo la realizzazione di networks internazionali in materia di servizi sociali, servizi agli anziani e politiche dell’emigrazione. La politica della cooperazione appare lo strumento più adatto per interventi articolati ed equi; si auspica pertanto che tale scelta di indirizzo sia rafforzata.

Ricordato che in Canada e negli Stati Uniti gli uffici della Social Security tendono a bloccare per tempi assai lunghi il trasferimento di pratiche da e verso l’Italia, va anche sottolineata la grande incertezza che permane nel settore dell’insegnamento della lingua italiana. Si deve invece rilanciare il dibattito sulla riforma della legge n. 153, superando i ritardi nell’erogazione dei contributi e recuperando, nella Legge Finanziaria, fondi necessari per il capitolo 3153. Il tavolo di concertazione permanente Stato-Regioni-Province autonome-CGIE costituirà, anche sotto tale aspetto, un momento di rinnovata riflessione.

Particolare attenzione si deve rivolgere all’informazione, con riferimento a RAI International, affinché essa si rivolga a tutto il mondo dell’italianità, mediante una autentica "rivoluzione" nel suo agire. RAI International deve infatti apprendere ad esprimersi diversamente, anche in altre lingue, accogliendo contributi esterni di qualità, eventualmente mediante l’esplorazione di possibili partnership con organismi locali. (Inform)


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