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INFORM - N. 133 - 5 luglio 2001

Assemblea CGIE - I giovani italiani all’estero: una proposta di ricerca per "indagare il futuro"

ROMA – L'Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha lungamente discusso, nella seduta del 5 luglio, dell’importanza dei giovani italiani all’estero, un tema sempre più strategico in quanto coinvolge la componente più dinamica delle reti migratorie.

Già nel corso della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, tenutasi a Roma nello scorso dicembre, era stato stabilito di organizzare una conferenza specifica sui giovani italiani all’estero e ne era stato affidato l’incarico ad un’apposita Commissione.

Il CGIE ha rilanciato l’argomento presentando il progetto di un’indagine sui concittadini all’estero e sui cosiddetti oriundi in età compresa tra i 18 e i 30 anni. Si tratta di un’indagine volta a quantificare la consistenza numerica dei nostri giovani all’estero, valutare la dimensione qualitativa di tale migrazione tramite biografie individuali e familiari e, infine, cogliere i processi di partecipazione politica, economica e sociale nei paesi di arrivo attraverso un serio lavoro di indagine da condursi sul territorio.

In realtà gli obiettivi della ricerca sono stati per ora delineati solo in grandi linee e per questo motivo, nel corso dell’Assemblea, è stato nominato un Gruppo di lavoro con il compito di definire le finalità da perseguire e di valutare la congruità dei costi. Fanno parte del neo-costituito Gruppo di lavoro, tra gli altri, padre Graziano Tassello, il prof. Meo Zilio e altri consiglieri di provata esperienza.

Il progetto della ricerca è stato affidato ad una partnership di tre dei più importanti istituti di ricerca italiani (il Centro Studi di Politica Internazionale, l’Istituto di Ricerche Educative e Formative e la Società Italiana di Analisi e Ricerche Economiche e Sociopsicologiche). Proprio l’enormità dell’incarico ha reso necessario coinvolgere più istituti, per poter raggiungere quanti più paesi di arrivo dei nostri emigrati.

Tuttavia non sono mancati i contrasti tra i consiglieri, soprattutto a riguardo della congruità dei costi e su questioni metodologiche. Con molta pazienza il Segretario Generale del CGIE Franco Narducci ha saputo ricomporre gli animi e portare a conclusione i lavori dell’Assemblea, ricordando che solo dopo aver definito con precisione gli obiettivi si potrà discutere delle altre questioni con un’effettiva cognizione di causa.

Nel corso del dibattito mentre Giangi Cretti, dopo aver sottolineato l’importanza di "indagare il futuro", ha espresso riserve soprattutto sulla raccolta di dati statistici e sull’assenza di uno strumento bibliografico, hanno catturato l’attenzione di tutti i presenti le osservazioni critiche di Bruno Zoratto sull’esosità dei costi e di padre Graziano Tassello sulla necessità di prestare un esame più attento alla proposta dei tre istituti di ricerca.

i lavori dell’Assemblea sono ripresi con la relazione della V Commissione sul nuovo bando di concorso sulla Formazione Professionale rivolta agli italiani nel mondo. La Commissione, incaricata specificamente di verificare l’esercizio dei corsi di formazione per i nostri cittadini all’estero, ha posto in evidenza alcune note dolenti, come la poca specificità dei corsi, il rischio di sovrapposizione nello stesso settore, la necessità di approntare criteri di valutazione più approfonditi. (Antonio Ricci-Inform)


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