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INFORM - N. 132 - 4 luglio 2001

Gli italiani e l’Europa

L’Eurobarometro 2001: dubbi e speranze degli italiani di fronte all’allargamento dell’Unione Europea

BRUXELLES - Il 2 luglio è stato presentato a Bruxelles, con il patrocinio della Commissione Europea, l’Eurobarometro 2001, il rapporto speciale a cura dell’European Opinion Research Group sul livello di coscienza europea dei cittadini dei Paesi Membri dell’Unione.

Gli italiani, nel sondaggio condotto durante i mesi di marzo e aprile di questo anno, si sono espressi in maniera molto chiara in favore dell’allargamento dell’Unione Europea, richiamandosi sia a motivi idealistici che puramente utilitaristici. La maggioranza degli intervistati (67%) non ritiene che l’allargamento possa portare mutamenti nella vita quotidiana degli italiani, tuttavia ammette che tale atto andrà sicuramente a rafforzare la crescita economica europea, con benefici sia per l’Italia che per i paesi coinvolti, anche se sarà soprattutto la Germania ad esserne avvantaggiata.

Circa l’80% degli intervistati si è mostrato molto esigente nei confronti dei Paesi Candidati reclamando la necessità che si impegnino a rispettare i diritti umani (88%), a combattere il crimine organizzato (82%), a proteggere l’ambiente (77%).

Il timore più diffuso è che, in un’Europa allargata, i paesi più potenti possano imporre più facilmente le proprie decisioni e i propri interessi. Preoccupa soprattutto il ruolo dell’Italia, che non viene considerata appartenere né al gruppo dei paesi più piccoli, né a quello dei paesi più potenti.

Altri timori che inducono a riflettere più della metà degli italiani intervistati sono il fatto che il lavoro possa venire trasferito verso paesi dai costi di produzione più bassi, che il traffico illegale di droga e le attività malavitose si rafforzino, o che la nostra lingua venga usata sempre meno, anche se ciò non viene sentito come una minaccia per la nostra identità nazionale e la nostra cultura.

A riguardo dell’immigrazione le opinioni divergono tra chi ritiene che essa dopo l’allargamento tenderà a diminuire e chi ne prospetta una consistente crescita. Anche in questo secondo caso gli intervistati si sono dichiarati tutto sommato ottimisti: la maggioranza si aspetta dall’immigrazione una crescita, sia da un punto di vista culturale che economico, nonostante i timori di un’ascesa del crimine e della disoccupazione.

Tuttavia, da parte degli italiani, sono state molte le incertezze rilevate dall’Eurobarometro 2001 a riguardo della conoscenza effettiva delle questioni comuni a livello europeo. Circa la metà degli italiani intervistati ha ammesso apertamente di non sentirsi adeguatamente informati a riguardo del processo di allargamento dell’Unione Europea. L’altra metà, invece, ritiene che la Gran Bretagna sia da annoverarsi tra i Paesi Candidati, insieme a Norvegia, Polonia e Turchia, a riguardo della quale sussiste una pregiudiziale prettamente geografica.

Più dell’80% degli intervistati dichiara, inoltre, di non sentirsi coinvolto nel dibattito politico sull’allargamento. Quasi la metà (46%) ignora del tutto il Summit europeo di Nizza, mentre l’altra metà è indecisa sugli obiettivi del Summit, dividendosi a sua volta equamente tra chi ritiene che dovesse servire per preparare alla globalizzazione e chi all’allargamento dell’Unione Europea.(Antonio Ricci–Inform)


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