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INFORM - N. 130 - 2 luglio 2001

Svizzera - Si apre la strada alla riforma del diritto di cittadinanza

BERNA - Il Consiglio Federale può proseguire con serenità nel cammino delle riforme in materia di naturalizzazione. Il suo progetto di legge sulla cittadinanza, infatti, ha trovato ampio consenso nella procedura di consultazione. Tra i cambiamenti proposti vi è l’abbassamento del numero di anni di residenza in Svizzera richiesto per la naturalizzazione da 12 a 8, e nel cantone e nel comune a 3 (oggi varia dai 2 ai 12 anni a seconda del cantone).

Verrà facilitata l’acquisizione della cittadinanza da parte della "seconda generazione". In questa categoria vengono fatte rientrare le persone che hanno frequentato in Svizzera la maggior parte della scuola dell’obbligo (5 anni). È stata accolta anche la proposta dell’introduzione dello "jus soli" per la "terza generazione". Non è ancora, però chiaro se la naturalizzazione sarà automatica o se sarà richiesto il consenso dei genitori. In ogni caso, questa procedura sarà possibile solo per quelle persone che hanno almeno un genitore che rientra nella definizione di "seconda generazione" e che risiedeva da 5 anni al momento della nascita del figlio. Altre importanti novità sono la possibilità di fare ricorso in caso di decisioni arbitrarie e discriminatorie, la riduzione delle tasse, destinate a coprire solo le spese per lo svolgimento della pratica, e la semplificazione della procedura. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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