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INFORM - N. 130 - 2 luglio 2001

La FIEI al Ministro Tremaglia: "Per gli italiani all’estero occorre aprire un tavolo di confronto con le Associazioni"

ROMA - A qualche settimana dalla costituzione del nuovo Governo e dall’insediamento dell’on. Tremaglia a Ministro per gli italiani all’estero - rileva la FIEI (la Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione promossa da F.I.L.E.F. ed Istituto F.Santi) - si è ancora in attesa di conoscere le deleghe ad esso attribuite e quelle che saranno confermate, nel settore specifico, al Ministero degli Affari Esteri.

Nel frattempo, l’on. Tremaglia, il 25 giugno, dopo il via libera dell’on. Berlusconi, ha dichiarato al Corriere della Sera che "inserirà nel suo staff anche esponenti di centro e di sinistra", riservandosi più avanti, di renderne noti i nomi.

In linea con altri inviti al consociativismo politico formulati in questi giorni da esponenti del Governo, l’on. Tremaglia ritiene che con tale "chiamata" si realizzi una politica di larghe intese.

La FIEI vuole ricordare al Ministro e agli esponenti del "centro-sinistra" che egli ha in mente - ove già convinti della offerta del Ministro - che una politica di larghe intese deve avere come presupposti:

  1. una proposta che spetta a chi governa,
  2. una sede di confronto formale,
  3. un eventuale accordo su strategie condivise.

Per quanto riguarda la FIEI si è in attesa che il Governo avvii un confronto con il mondo associativo e di servizio operante in e per l’emigrazione.

Nella sede istituzionale, il Parlamento, e con l’ascolto del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), il Governo deve avanzare le sue proposte di politica per gli italiani all’estero e, ove approvate, attuarle con piena responsabilità.

Resta difficile immaginare che l’ingresso di due o tre persone nello staff del Ministro possa essere confuso con una condivisa linea unitaria su contenuti ancora ampiamente da discutere.

Nessuno può precludersi ad intese, in specie su questioni importanti, tuttavia appare necessario il richiamo alle forme ed alle regole del confronto democratico.

Dichiarazioni e linguaggi usati in occasione della costituzione del nuovo Ministero, annunci di autosufficienza da parte di esponenti della destra sia in Italia che in emigrazione, unite a significative anticipazioni su un’idea degli italiani nel mondo come strumento di una espansiva politica di potenza nazionale - conclude la nota della FIEI -, ci trovano in totale dissenso, e non corrispondono assolutamente a ciò che in realtà sono e rappresentano, nella loro esemplare operosità, gli italiani nel mondo. (Inform)


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