* INFORM *

INFORM - N. 129 - 29 giugno 2001

Da "Il Congresso, Edmonton (Canada)

Comites dell'Alberta: lo scorso marzo, si sono dimessi dieci membri

EDMONTON - Da più di tre mesi ed in seguito alle lettere di dimissioni prima e di ritiro dopo del Signor Domenico Marozzi dal Comites dell'Alberta, ben dieci membri hanno dato le dimissioni in protesta da questo organismo lo scorso marzo.

Questi i nomi delle persone dimesse: Dolores Antonello, Giuseppe Sabiti e Arnaldo Zanon di Edmonton; Diana Brovedani, Franco Chiacchia, Vittorio Marcon, Giovanna Naylor, Dario Sodero, Domenico Rossi (vice presidente) di Calgary; Sebastiano Deiana del Saskatchewan.

Il Comites dell'Alberta è oggi costituito da sole nove persone: i marozziani. Questi i nomi: Remo Buscelli, Luciana De Santis (presidente), Franco Mantella, Domenico Marozzi, Maria Mauro, Bruna Nardi, Vittorio Perilli, Leopoldo Sorgiovanni di Edmonton e Luigi De Somma di Calgary.

Come di consueto non c'è stato un comunicato o una press realese da parte del Comites per informare la Comunità e far luce su quanto avvenuto. Il tutto si è svolto nella massima segretezza.

Dieci contro nove. In una società civile e democratica, questo risultato avrebbe dovuto essere più che sufficiente per risolvere ogni genere di controversia e qualificare la parte vincente. Pure Mussolini, allorquando diffidato dal Gran Consiglio del Fascismo, accettò il verdetto permettendo al Re di formare il Governo Badoglio. Sebbene un dittatore, il Duce si comportò da persona democratica.

La stessa cosa non può essere di sicuro detta per il Comites dell'Alberta. Infatti, ne è scaturito un nulla di fatto, una costipazione assoluta. Sebbene inoperativo perchè di minoranza, chi è rimasto sembra voler rimanere attaccato all'amata poltrona.

Con le mani in mano o senza un'immediata soluzione a questa stagnante situazione sembrano pure apparire i rappresentanti del Governo Italiano. A causa di una lacuna nella legge di costituzione dei Comites sembrerebbe che una volta affidato l'incarico, esso dura fino alla scadenza del mandato salvo in caso di dimissioni o di decesso della persona incaricata. L'ironia consiste nell'essere i Comites in Canada non eletti così come in tutte le altre parti del mondo, ma "spontanei" (chissà cosa significa). Insomma dopo alcune consultazioni con le Collettività le persone scelte ricevono l'incarico dai locali Consoli. É evidente come nessuno abbia a priori pensato alla possibilità di applicare al "mostro", una volta creato, un certo limite di controllo.

In conclusione, sembrerebbe che questa imbarazzante ed assurda situazione "all'italiana" può essere sbloccata solo con le "spontanee" (ed in questo caso ne conosciamo il significato) dimissioni dei rimanenti membri del Comites. Solo allora si potrà passare alla nomina di un nuovo Comites, costituito da persone dotate di una bricciola di senso comune e di una minima conoscenza di quei principi democratici che noi tutti, italiani e canadesi, vantiamo essere alla base delle nostre due democrazie, l'Italia e il Canada. (Alessandro Urso) aurso@connect.ab.ca


Vai a: