* INFORM *

INFORM - N. 129 - 29 giugno 2001

Immigrazione - Primo esempio in Toscana di vasta sinergia tra pubblico e privato. Nasce ad Arezzo il "Centro per l’Integrazione"

FIRENZE - Nasce il "Centro per l’integrazione" di Arezzo, sportello polifunzionale a disposizione degli immigrati ma anche luogo di incontro con i datori di lavoro.

Il protocollo d’intesa viene firmato il 29 giugno, presso la Prefettura di Arezzo. E davvero numerosi sono gli enti che hanno aderito al progetto: il Comune, la provincia, la Camera di Commercio e la direzione provinciale del lavoro naturalmente, ma anche la prefettura, la questura, l’Inps, l’Inail, le associazioni di categoria, i sindacati e, tra gli altri, l’associazione culturale islamica e l’associazione dei domenicani di Arezzo. La Regione Toscana è rappresentata dal vice presidente ed assessore alle politiche sociali, Angelo Passaleva.

"Quella raggiunta è una sinergia importante – ha commentato l’assessore – perchè dimostra con i fatti che istituzioni pubbliche, soggetti privati e del privato sociale possono cooperare nel rispetto dei propri ruoli per migliorare le condizioni di vita e facilitare l’inserimento lavorativo e civile degli immigrati extracomunitari". "Si tratta della prima esperienza toscana di questo genere – ha aggiunto – e la Regione, che partecipa con finanziamenti assicurati attraverso i piani di zona, si attende indicazioni positive". "Ciò che in particolare ci convince nel centro aretino per l’integrazione – ha spiegato Passaleva - è la sua natura "bilaterale": uno spazio, ciòè, disponibile per gli extracomunitari ma a disposizione anche dei datori di lavoro, uno sportello per far incontrare non solo domanda ed offerta di lavoro ma anche bisogni e risposte in termini di reciproca civiltà".

L’obiettivo del centro sarà quello di fornire una concreta risposta ai bisogni dell’immigrato, così da consentirgli il superamento del gap culturale temporaneo che si trova ad affrontare. Poche settimane fa la Regione Toscana aveva firmato con il Dipartimento affari sociali di Roma un accordo di programma, primo anch’esso in Italia, con cui si stanziavano sei miliardi a favore degli extracomunitari regolarmente presenti, occupati o iscritti al collocamento, per migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle famiglie, che sono sempre più numerose. (Inform)


Vai a: