* INFORM *

INFORM - N. 128 - 28 giugno 2001

Da Tribuna Italiana, Buenos Aires, "La Finestra di Mario Basti"

Prepariamoci a ricevere Tremaglia

BUENOS AIRES - Caro Lettore, ricevo la lettera di un signore che, indignato, mi invita a stigmatizzare, biasimare, condannare, le frequenti escandescenze del leader della Lega, Umberto Bossi e specialmente l'ultima, cioè la sua affermazione a Pontida: "Quando ho giurato davanti al presidente della Repubblica ho giurato come un padano che si accinge al suo lavoro". Stigmatizziamo? Condanniamo? L'hanno fatto già tanti in Italia e potremmo farlo anche noi, se volessimo prenderlo sul serio. Ma perché prenderlo sul serio? Bossi è incorreggibile, però, grazie a Dio, è anche inoffensivo e perciò penso che l'indignazione, in questo caso sia sprecata. Egli ha detto che ha giurato come padano? Io potrei dire, al suo posto, che ho giurato come abruzzese e un altro potrebbe dire che ha giurato come pugliese, come friulano o come calabrese, perchè come l'Abruzzo, la Puglia, il Friuli, la Calabria e tutte le altre regioni, anche la Padania, cioè, in definitiva la Lombardia, è in Italia, è Italia e pertanto Bossi ha giurato da italiano. Magari senza rendersene conto.

Non credi, caro Lettore, che sia meglio prenderla così?

Ma di questo abbiamo già parlato abbastanza. Penso che, invece, sia meglio e più utile parlare di altro molto più importante che avrai letto certamente con piacere (e anche lo sconosciuto signore che mi ha scritto), e cioè quello che ha detto, nel discorso programmatico al Senato, riferendosi a noi, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che nel numero scorso abbiamo pubblicato in prima pagina: "Con gli italiani che lavorano e vivono in altri paesi, l'Italia ha contratto un debito antico. La nomina del ministro per gli Italiani nel mondo, è una testimonianza della volontà del Governo di attuare nel più breve tempo possibile, la legge sul voto degli italiani allšestero".

"L'Italia ha contratto un debito antico con noi": nessuno avrebbe potuto definire meglio il nostro rapporto con l'Italia e, detto dal presidente del Consiglio, induce a credere che questa sarà la volta buona, che il debito sarà cancellato E non alle calende greche! Il nostro ministro, on. Tremaglia, qualche giorno prima aveva detto che la legge sul voto arriverà prima di Natale ed aveva anche annunciato che si propone di visitare tutte le comunità italiane all'estero, cominciando il mese prossimo dal Belgio, da Marcinelle. Pertanto verrà a visitare anche la nostra, e certo non manca molto, si dice che sarà attorno all'8 settembre.

E allora cominciamo subito a prepararci, senza perdere tempo, per non sprecare questa occasione. Da mezzo secolo sono stati centinaia i presidenti, ministri, sottosegretari, senatori e deputati che ci hanno visitato; non dico che siano state tutte visite inutili, che alcune di quelle personalità romane non fossero animate da buone intenzioni, ma quel che è innegabile è che i rapporti fra Roma e la nostra comunità non sono cambiati; insoddisfacenti erano e tali sono rimasti dopo tante visite.

Questa volta ci sono ragioni per sperare che non sia così: la ragione principale è che l'on. Tremaglia, il nostro ministro, pur se non è un emigrato, pur se non vive all'estero, è come uno di noi, opera come se noi fossimo la sua grande famiglia, da decenni si batte perché finalmente il voto ce lo diano e, con quello del voto, anche altri problemi che ci preoccupano e ci amareggiano vengano risolti. Pertanto la sua visita, la sua presa di contatto con noi potrebbe e dovrebbe avere buoni risultati se... se noi riuscissimo a prepararci a questa visita come si deve, se riuscissimo a ottenere che fosse programmata come si deve, se, per conoscere la nostra vera situazione egli non dovesse limitarsi ad ascoltare solo quello che gli diranno l'ambasciatore e i consoli, i quali indubbiamente conoscono il loro mestiere e conoscono la nostra situazione ed i nostri problemi perché stanno fra noi. Stanno fra noi, ma non sono come noi; la nostra realtà è un'altra, la nostra esperienza è un'altra e soltanto noi, se sapremo, possiamo esporla con esattezza.

Sarà possibile? Sapremo prepararci? (Mario Basti-Tribuna Italiana/Inform)


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