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INFORM - N. 127 - 27 giugno 2001

Il Presidente toscano Martini al Comitato delle Regioni dell'Unione Europea: le contraddizioni di una proposta di Regolamento

BRUXELLES - Riformare la classificazione statistica regionale europea non è un problema tecnico, ma costituisce la base di importanti decisioni politiche, a partire dall’assegnazione dei finanziamenti comunitari dei fondi strutturali dopo il 2006. Ma la proposta di Regolamento europeo per l’istituzione di una classificazione comune delle unità territoriali per la statistica è piena di anomalie e contraddizioni: lo ha detto alla Commissione istituzionale del Comitato delle Regioni il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, incaricato di presentare il parere in materia.

Dopo aver espresso perplessità sulla scelta dell’unico parametro della popolazione per definire le unità (le cosiddette NUTS), Martini ha sottolineato come la proposta della Commissione finirebbe per perpetuare le anomalie esistenti tra i 15 paesi membri, affiancando al vecchio sistema di riferimento uno nuovo, assai più rigido, che finirebbe per essere valido solo per i paesi della futura adesione.

Il sistema che esce dalla proposta di Regolamento presenta, secondo Martini, numerose contraddizioni. A partire dalle soglie individuate per l’accesso ai diversi gradini delle NUTS, che "porterebbero all’assurdo, se rispettate anche per i 15, che solo Belgio e Germania vedrebbero confermata la coincidenza tra Regioni e NUTS, mentre Italia, Francia e Spagna non potrebbero neppure aspirare a far entrare loro regioni sul gradino più alto". Per non parlare della "mancata considerazione della speciale situazione delle isole, in contraddizione con i riconoscimenti e le sottolineature di Amsterdam e di Nizza". E infine del "grave errore" del sacrificio dei Comuni, che, secondo la proposta, dovrebbero addirittura scomparire dalla carta di riferimento delle politiche europee".

Per questo Martini ha concluso proponendo che il Comitato delle Regioni, che rappresenta tutti i livelli di governo direttamente interessati alla proposta, "lanci una battaglia per la riforma del sistema di riferimento statistico-geografico dell’Europa, in modo da ottenere un’Unione meno artificiosa e più credibile, dove sia possibile programmare e gestire meglio le politiche e le iniziative comunitarie". (Inform)


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