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INFORM - N. 124 - 22 giugno 2001

Unione Europea - Martini al Comitato delle Regioni a Salamanca Il ruolo di Regioni e città per avvicinare i cittadini agli ideali europei

SALAMANCA - Un pericoloso varco di incomprensione si è aperto e si va allargando tra gli ideali europei e il consenso dei cittadini. Questo il senso dell’allarme lanciato dal presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, che è intervenuto alla riunione della Commissione istituzionale del Comitato delle Regioni, tenutasi a Salamanca in Spagna. "Solo una piena cooperazione con le Regioni e con le autorità locali – ha detto Martini - consentirà all’Unione europea di superare questo rischio di incomprensione, che sta assumendo forme sempre più preoccupanti, a partire dal rifiuto irlandese all’allargamento, dove la popolazione di quel paese non ha percepito l’enorme sforzo di aiuti finanziari che negli ultimi 12 anni sono stati indirizzati verso Dublino".

Le Regioni e le città dell’Europa costituiscono, secondo Martini, "una grande risorsa di sviluppo, di riequilibrio e di progresso di fronte all’inasprirsi dei livelli di competitività e all’accrescersi dei pericoli di frammentazione sociale e di concentrazione sempre più spinta delle risorse." E’ arrivato infatti, secondo il presidente della Toscana, "il momento opportuno per riflettere sul futuro delle politiche europee mirate allo sviluppo del territorio, delle potenzialità di crescita locali, in una parola del rafforzamento della coesione di tutte le componenti dell’Unione, di quella attuale e di quella futura. Questa riflessione dovrà portare a valorizzare maggiormente il policentrismo quale grande risorsa europea, rifuggendo dalla tentazione di accontentarsi di una crescita trainata da pochi poli".

Sono tre, secondo Martini, le sfide da vincere per poter affrontare la nuova fase delle politiche europee che si profila dopo il 2006: contrastare, con tutti gli strumenti a disposizione, il rischio di uno sviluppo troppo polarizzato; assicurare la necessaria correlazione tra le politiche settoriali e quelle di pianificazione del territorio; rafforzare il metodo della sussidiarietà a tutti i livelli di governo. Ma, per vincere queste sfide, aggiunge, "dovremo riuscire a rafforzare la coesione istituzionale: è questa la strada maestra per costruire un’Europa democratica, veramente vicina ai cittadini. Una strada che le Regioni con potestà legislativa non dovranno imboccare da sole, ma in cui anzi dovranno riuscire a convogliare anche tutte le altre Regioni europee". E’ questo il motivo per cui, secondo Martini, il Comitato delle Regioni potrà giocare un ruolo chiave nel processo della riforma istituzionale. Lo potrà fare, a maggior ragione, se riuscirà a "far crescere il suo ruolo politico, a partire dai grandi temi di dibattito che lo chiamano già oggi a un impegno forte: il rilancio delle politiche di coesione e la trasformazione in questo senso delle politiche settoriali europee; la prospettiva delle politiche strutturali dopo il 2006; la crescita e il consolidamento delle politiche europee verso i paesi terzi e la valorizzazione delle Regioni periferiche, veri e propri ponti verso il resto del mondo". (Inform)


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