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INFORM - N. 124 - 22 giugno 2001

Da "La Nuova Linea" - Germania

Editoriale di De Matteo (PPI): "ricominciare dall’opposizione"

STOCCARDA - Anticipiamo da "La Nuova Linea", bimestrale di formazione e d'informazione diretto da Vito d'Adamo, l'editoriale, firmato da Aldo De Matteo

Il secondo Governo Berlusconi si è insediato. La squadra è composta da 85 persone (Ministri, Viceministri, Sottosegretari) è il voto di fiducia si annuncia come una formalità, considerati i rapporti di forza scaturiti dal voto del 13 maggio. Il sistema elettorale maggioritario ha premiato il centro-destra ed ha messo fuori gioco il centro-sinistra diviso che pur aveva al suo attivo cinque anni di buon Governo. Ci sono elementi oggettivi di valutazione che confermano questo giudizio, in particolare riguardano l’Europa ed il risanamento economico-finanziario: basi sicure per procedere sulla via delle riforme e dello sviluppo. Il centro sinistra deve cercare le cause della sconfitta al suo interno e soprattutto all’immagine che ha dato di una coalizione poco coesa, litigiosa ed alla ricerca di egemonie. Le cose buone realizzate sono scomparse e le "promesse del Cavaliere" hanno avuto un percorso agevolato. L’autocritica serve per ripartire. Si tratta di ricominciare dall’opposizione. Ci sono elementi importanti nel nuovo quadro disegnato dalle elezioni: il risultato della Margherita è una novità rilevante che dà equilibrio alla coalizione e pone le premesse per un rilancio dell'Ulivo. IL PPI è impegnato a favorire questo processo ma non deve abbandonare i punti di forza ideali per i quali ha sacrificato negli ultimi anni una parte rilevante del proprio consenso, sempre con la volontà di interpretare, nella modernità, una grande storia, quella dei cattolici democratici. Un partito di ispirazione cristiana può trovare posto in un nuovo soggetto politico unificato come la Margherita e ritrovare il consenso perduto in una fase tormentata e drammatica della vita del Paese che ha coinvolto, in tempi diversi, tutti i partiti. L’identità dei Popolari non è un ostacolo nella costruzione della Margherita ma un apporto prezioso di sensibilità e di idee per un progetto ambizioso che ha di fronte un percorso difficile e lungo. L’itinerario della Margherita si accompagna al dibattito nella sinistra in particolare dei DS che vanno verso un Congresso che – ci auguriamo – di chiarificazione e di rilancio del partito e della "prospettiva ulivista". Il cammino della Margherita, dei Ds e dei Verdi si chiama Ulivo che resta un’intuizione felice ed una prospettiva politica ancora percorribile. I prossimi mesi saranno decisivi per indicare ai cittadini i punti di forza del progetto e l’impegno, sia a livello parlamentare che nella società dovrà dimostrare le peculiarità della coalizione che si ricandida a governare l’Italia. Già avvertiamo il peso di alcune scelte del centro destra che dimostrano una concezione residuale della solidarietà: lo stravolgimento della riforma sanitaria, il blocco di quella della scuola, la riforma previdenziale che si preannuncia come terreno di scontro duro. C’è poi l’Europa che ha bisogno di calore e non di tiepidezze. Gli euromoderati non sono d’aiuto in questa fase. Il Ministro degli Esteri è certamente una garanzia di continuità ma non possiamo illuderci che sia sufficiente per assicurare quella spinta necessaria perché l'Europa non abbandoni, nonostante segnali negativi come il referendum irlandese, la via tracciata a Nizza e prosegua con l’allargamento e le necessarie riforme istituzionali.

Il quadro è complesso ed ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Il centro sinistra ha commesso errori gravi, soprattutto nei rapporti interni alla coalizione, ed ha perduto le elezioni. Ora si tratta di giocare un ruolo più difficile ma altrettanto utile per i destini del nostro Paese, dell’opposizione.

Una nota, infine, sugli italiani all’estero e la scelta del nuovo Governo di nominare Ministro Mirko Tremaglia. La personalità del neo Ministro e la sua storia personale ci obbligano a parlarne con rispetto e fiducia. Gli italiani che vivono all’estero, certamente, eserciteranno il diritto di voto a partire dalle prossime elezioni ed avranno finalmente una loro rappresentanza parlamentare.Tutti dobbiamo riconoscere, però, che questo diritto è stato acquisito nella legislatura passata, con le modifiche costituzionali e con l’apporto della grande maggioranza del Parlamento. Tremaglia completerà l’opera e, spero, si apra un capitolo nuovo, a livello parlamentare e di Governo, dove tutte le questioni che riguardano l’emigrazione tornino all’ordine del giorno nella quotidianità dell’azione politica. (Aldo De Matteo, La Nuova Linea) de.it.press/Inform


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