* INFORM *

INFORM - N. 123 - 21 giugno 2001

RASSEGNA STAMPA

Avvenire, 21 giugno 2001

Italiani all'estero, il voto non basta. Chiedono pensioni migliori e le scuole "tricolori". E nutrono fiducia nel nuovo ministero.

Il 4 luglio si riunisce il "parlamentino" dei nostri connazionali

ROMA - Prima ancora che Silvio Berlusconi esponesse alle Camere il programma del suo governo, segnali di novità per i nostri emigrati erano venuti dalla composizione dei Ministeri. Fra i quali quello "per gli italiani nel mondo", anche se privo di "portafoglio", rappresenta una vera svolta giacché dà veste istituzionale ad una materia, l'emigrazione, finora piuttosto negletta nell'agone politico. E gliela dà in modo più deciso di quanto non abbia fatto il primo governo Berlusconi istituendolo già nel '94.

Ora la scelta di Mirko Tremaglia per questo dicastero, al di là dei "furori" sollevati a sinistra per il suo passato fascista, dà corpo al proponimento di impegnarsi a fondo per i problemi dei nostri emigrati - quasi 4 milioni oltre la massa degli oriundi - e, primo fra tutti, l'esercizio del voto dai luoghi di residenza alle consultazioni politiche del nostro Paese.

Un impegno che fa giustizia dei "boatos" circolati durante la gestazione del governo circa una contrarietà del Ministro degli Esteri designato, Renato Ruggiero, alla delega particolare per gli italiani sparsi sul pianeta. Anzi, a quanto si sa, i due ministri opereranno a stretto contatto nello stesso Palazzo della Farnesina. Questo potrebbe facilitare a Tremaglia il compito di coordinamento anche verso gli altri dicasteri - Welfare, Beni culturali, Commercio estero - coinvolti nei bisogni e nelle risorse dei nostri emigrati. "Potrebbe divenire quella la vera cabina di regia che si attendeva - nota la Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana - quel motore che non creando compartimenti stagno o zone protette, immetta nella politica italiana questa attenzione, quel volano che porti a compimento progetti in cantiere da anni".

La "regia" dovrebbe tenere le fila di nuovi interventi legislativi: non solo il voto, per il quale basta l'adempimento di una legge ordinaria dopo le modifiche costituzionali già approvate; ci sono, tanto per citare, gli obiettivi di migliori pensioni, delle scuole italiane, dell'informazione, anche quella "di ritorno" che parla a noi di quest' "altra Patria" oltreconfine. E bruciano anche le espulsioni "troppo facili" di italiani dalla Germania.

C'è un primo appuntamento che attende tutti, il 4 luglio alla Farnesina, per l'assemblea del Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie), considerato il "parlamentino" degli emigrati. Dovrà fra l'altro preparare la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-Cgie. e c'è la grana ancora aperta dell'anagrafe, che quantifica i connazionali all'estero in misura diversa dai consolati: una spada di Damocle sulla fattibilità della partecipazione al voto per corrispondenza. Ma in quei primi di luglio l'Esecutivo è assorbito da eventi importanti e l'assemblea Cgie - teme la Migrantes - "rischia di rimanere un po' sacrificata". (Toni Colotta)


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