* INFORM *

INFORM - N. 121 - 19 giugno 2001

L'editoriale di "Sicilia Mondo"

Avremo il voto ma non basta. Occorre attivare una nuova cultura di rapporti con l' "altra Italia" ancora tutta da costruire

CATANIA - Il 13 giugno è alle spalle. Berlusconi ha vinto le elezioni della XIV legislatura repubblicana nei confronti degli avversari e nei confronti della coalizione alleata. E' giusto che governi l'Italia dal momento che dispone di una maggioranza solida capace di durare verosimilmente per l'intera legislatura e di assicurare la stabilità di governo per il paese semplificando il quadro politico italiano. I risultati elettorali hanno confermato il cammino dell'Italia verso la democrazia dell'alternanza e verso l'assestamento del bipolarismo mentre è naufragato il tentativo di creare un terzo polo.

Un esame asettico dei risultati del 13 giugno, ci dice che le scelte degli elettori hanno profondamente mutato gli schieramenti di ambedue le concentrazioni politiche penalizzando le ali estreme e le ideologie contrapposte a tutto vantaggio del centro moderato che risulta il vero vincitore delle elezioni confermando così la tradizione che ha visto prevalente, nell'intero arco della vita repubblicana del paese, un trend nel quale s'identifica la sua maggioranza e cioè quel ceto medio che crede nei valori cristiani e negli ideali sociali, liberali e democratici.

Nel Polo si è registrata la forte affermazione di Forza Italia, il ridimensionamento di Alleanza Nazionale ed il dimezzamento della Lega sotto il 4%, nell'Ulivo il successo della Margherita e la contrazione dei Diessini. Democrazia Europea e la lista Di Pietro non hanno raggiunto la soglia del 4% restando schiacciati dalla legge elettorale.

Nella consultazione è prevalsa la personalizzazione della lotta politica rispetto ai partiti ed alle ideologie. La componente cattolica pur ridimensionata è risultata presente nei due schieramenti. Appare prevedibile che, anche in questa legislatura, sia pure trasversalmente, svolgerà forme di ricomposizione, di convergenza e di monitoraggio sui valori e sulla visione cristiana della vita.

Berlusconi ha vinto le elezioni perché ha saputo suscitare nell'elettorato più aspettative ed ottimismi rispetto all'Ulivo piuttosto carente di messaggi elettoralmente appetibili. Ma se il Polo ha vinto le elezioni politiche, l'Ulivo, a distanza di soli 15 giorni, ha avuto la sua rivincita nei ballottaggi per le scelte municipali. Per chi si appresta a governare il Paese è questo il monito che parte da un elettorato diviso a metà e fluttuante avviato al bipolarismo dove gli schieramenti sono vincenti alternativamente solo quando riescono ad essere coesi.

Il nostro auspicio ora è quello che la coalizione elettorale che ha vinto le elezioni politiche, sappia mantenere le promesse fatte agli elettori, risolvere i problemi di un Paese a due velocità e superare, in tempi brevi, gli incagli che hanno avvelenato la campagna politica per ridare credibilità internazionale all'Italia.

In questa vigilia di attese e di verifiche, ci ha messo di buon umore la istituzione del Ministero degli Italiani all'estero e la scelta del suo timoniere nella persona di Mirko Tremaglia al quale abbiamo augurato buon lavoro. Si tratta di un segnale importante nei confronti dei milioni di italiani che vivono in tutto il mondo. Il nostro tradizionale ottimismo ci fa dire che, questa volta e possibilmente presto, la norma costituzionale del voto all'estero avrà la sua legge ordinaria per diventare operativa senza ulteriori forzature. Ma è anche giusto che ci poniamo la domanda: l'estensione del voto può rispondere alle domande di partecipazione e di interazione dell' "altra Italia", virtualmente più numerosa che vive fuori dalla penisola?

Qualcosa di più la sapremo presto quando conosceremo le competenze del nuovo Ministero.

Ma non facciamoci molte illusioni. I problemi della "altra Italia" sono tantissimi e la sua elencazione coinvolge le competenze dei ministeri di mezzo gabinetto del Governo.

Emblematico il documento finale della Conferenza Nazionale.

A nostro avviso, la risposta può essere data solo con un progetto politico organico ed operativo che impegni direttamente la volontà politica dell'intero Governo del Paese. Si tratta di attivare una nuova cultura di rapporti con la "altra Italia" ancora tutta da costruire. Ma è un passaggio obbligato per una reale proiezione politica, culturale e commerciale dell'Italia e dei suoi interessi, nello scenario internazionale del mondo.

Dal Governo Berlusconi che ha i numeri in Parlamento anche gli italiani all'estero aspettano fatti concreti. (Mimmo Azzia-Sicilia Mondo/Inform)


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