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INFORM - N. 121 - 19 giugno 2001

Andrea Monorchio alla "Dante Alighieri": "ora una riforma per dare più potere ai governi"

ROMA - "Il problema dell’Italia non è il cambio di governo, perché qualsiasi esecutivo è vincolato all’atto di stabilità e al rispetto delle regole europee. Oggi il vero problema è quello dei poteri del governo, che è in forte subordinazione rispetto al Parlamento". Sono parole di Andrea Monorchio, il Ragioniere Generale dello Stato che in un’intervista pubblicata sul nuovo numero di "Pagine della Dante", la rivista della Società Dante Alighieri, parla di cultura, di impresa e anche di riforme. E dice che il Paese ha bisogno di un assetto istituzionale diverso, "perché un governo che riceve l’investitura popolare deve poter governare" e "perché la mancanza di un meccanismo di alternanza alla guida del Paese ha finora condizionato la vita politica e lo sviluppo dell’Italia".

Monorchio, che nell’intervista sottolinea con forza la necessità di avvicinare sempre più i concetti di economia e di cultura, parla in particolare del ruolo dello Stato e delle imprese nei settori dell’istruzione, della formazione e della ricerca.

"Lo Stato – spiega Monorchio – deve innestare una marcia in più nella diffusione della nostra lingua e della nostra cultura, anche se queste operazioni incontrano un limite invalicabile nelle disponibilità di bilancio".

"Inoltre – prosegue il Ragioniere dello Stato – è necessario aumentare gli investimenti nel settore della ricerca, un problema questo che è all’origine della cosiddetta fuga dei cervelli". "In questo caso – spiega Monorchio – dovremmo prendere esempio dagli Stati Uniti e perseguire una politica mirata ad attrarre le intelligenze, anche quelle non indigene. Dovremmo praticare una politica dell’immigrazione selettiva. Negli Stati Uniti, infatti, dove esiste un severo controllo degli ingressi, gli stranieri possono ottenere un certificato in cui si precisa che quella persona può restare perché utile al progresso della Nazione americana".

Poi Monorchio parla anche dell’organizzazione universitaria. E spiega che nei nostri atenei c’è stata una dispersione di risorse. "Il bilancio – evidenzia Monorchio – non può essere al 90% un bilancio di retribuzioni. Al massimo queste possono incidere per il 60%. Solo così può esistere un margine per la ricerca".

Riguardo all’Azienda Italia, Monorchio sottolinea come il mondo delle imprese abbia capito ormai l’importanza del patrimonio artistico, culturale e creativo dell’Italia per l’affermazione dei nostri prodotti sui mercati di tutto il mondo. "Noi – spiega Monorchio – abbiamo un vantaggio sugli altri: il 70% del patrimonio artistico e culturale mondiale ci appartiene. E dobbiamo sfruttare di più questo tesoro. Ad esempio, si potrebbero dotare le nostre ambasciate nel mondo di opere d’arte, tirandole fuori dagli scantinati di mezza Italia e spedendole nelle nostre sedi. Questo sarebbe un messaggio di cultura nel mondo fortissimo e ineguagliabile".

Il nuovo numero di "Pagine della Dante" contiene anche un’intervista a Sergio Pininfarina, Presidente del grande gruppo noto in tutto il mondo. Pininfarina parla dei suoi due nuovi gioielli, la Ferrari 550 Barchetta Pininfarina, la prima vettura di Maranello che porta il nome del grande designer, e la Metrocubo, prototipo avveniristico lungo solo 2,5 metri. E spiega come e perché è cresciuta l’importanza del design nella creazione di un’automobile. Come e perché lo stile italiano si distingue dagli altri.

Inoltre, "Pagine della Dante" dedica due ampi servizi al vertice del G8 che si terrà a Genova dal 18 al 20 luglio e anticipa gli eventi culturali che la città offrirà in quel periodo. Un ampio servizio è rivolto invece all’imminente riapertura al pubblico della Torre di Pisa dopo un intervento di recupero durato 11 anni. E un altro ancora alle quotazioni record raggiunte dai quadri di autori italiani nelle aste organizzate dalle maggiori case del mondo.

Infine, oltre al consueto spazio riservato alle iniziative degli Istituti di cultura stranieri presenti in Italia, "Pagine della Dante" pubblica una testimonianza inedita di Indro Montanelli che ricorda il suo esilio in Estonia durante il Ventennio e lo definisce "il più bel regalo ricevuto dal Duce". (Inform)


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