* INFORM *

INFORM - N. 121 - 19 giugno 2001

Il Comites di Amsterdam sui finanziamenti dallo Stato italiano: "poco e tardi"

AMSTERDAM - Nel pomeriggio del 12 giugno il direttivo del Comites di Amsterdam si è riunito con il Console Generale d’Italia per discutere sull’andamento delle attività del comitato e sul finanziamento delle stesse.

Le attività sono ferme per mancanza di fondi, in quanto il Ministero degli Esteri manda i sussidi con ritardi di parecchi mesi e qualche volta dopo un anno (il contributo del 1999 ci è stato saldato a metà 2000 mentre di quello del 2000 ancora non se ne parla) e di conseguenza i membri del comitato sono stanchi di autofinanziarsi le attività, in attesa degli accrediti del Ministero.

Premesso che i Comites sono comitati eletti con voto libero e diretto dai nostri connazionali, secondo la legge e le norme stabilite dal nostro Parlamento, - al fine di promuovere atti, studi ed iniziative di natura sociale, economica e culturale in collaborazione con il Consolato, per il miglioramento del tenore di vita dei nostri connazionali o segnalare al Consolato le deficienze di strutture ed di organizzazioni che intralciano il raggiungimento di tale scopo, - troviamo indecorose e umilianti la poca attenzione e la molta trascuratezza che l’Ammistrazione dello Stato ha nei confronti dei Comites stessi; questo si manifesta dai ritardi dei finanziamenti e dalla entità degli stessi; a fronte di una domanda sempre maggiore, da parte delle nostre collettività, di interventi sul sopra descritto campo di attività cui sono preposti i Comites, questi si vedono attribuire dei contributi sempre più esigui e sempre più in ritardo.

Durante la riunione in consolato abbiamo saputo che, per l’altro comitato in Olanda è già stato comunicato l’importo che verrà assegnato per quest’anno, mentre per il nostro comitato sembra non sia stato emanato alcun decreto al proposito; alla nostra domanda del perché di tale mancanza il Console Generale non ha potuto dare risposta, egli si è però preoccupato di telefonare subito agli uffici ministeriali competenti per saperne di più; purtroppo alle 15,30 è difficile o quasi impossibile reperire qualcuno al ministero che si trovi al proprio posto e che ne sappia qualcosa: "domani vedremo", è l’amara risposta che in emigrazione molto bene conosciamo.

In questi giorni nel nostro paese si è insediato un nuovo Parlamento e un nuovo Governo, purtroppo, senza il concorso dell’"altra Italia fuori dei confini"; doverosamente facciamo loro i nostri auguri di buon lavoro, ma pregheremmo tutti i membri del Governo e del Parlamento di ricordare che i nostri connazionali non vogliono solo quel voto che ormai per diritto costituzionale ci spetta, ma poter usufruire di tutti gli altri diritti di cui usufruiscono gli italiani in patria.

Non si può pretendere di poter salvaguardare l’identità culturale delle varie generazioni di italiani all’estero o aumentare la presenza del "mady in Italy" nei paesi che ci ospitano, se il nostro Stato non è disposto a finanziare in modo decente e in tempi accettabili le strutture ed istituzioni a tale scopo preposte.

Sia ben chiaro che, senza i finanziamenti dello Stato, per noi non sarà facile realizzare il programma per cui i nostri connazionali ci hanno eletto, anche se il nostro è un volontariato puro, che ci impegna costantemente nella comunità. Sia chiaro inoltre che ad un grande e moderno paese come il nostro non chiediamo più elemosine o assistenza, ma rispetto e finaziamenti adeguati, che possano aiutare a realizzare quei fini che permettano al nostro paese di diventare anche tramite i suoi cittadini residenti all’estero grande, amato e rispettato nel resto del mondo, come solennemente venne auspicato alla Conferenza degli italiani nel mondo. (Andrea Mantione*-Inform)

* Vice Presidente del Comites di Amsterdam


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