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INFORM - N. 121 - 19 giugno 2001

Berlusconi al Senato presenta il programma del Governo

ROMA - A distanza di sette anni dalla costituzione del primo Governo Berlusconi, la medesima coalizione intende attuare il programma di modernizzazione del Paese per il quale ha nuovamente ricevuto la fiducia dei cittadini, in un contesto di piena affermazione del principio democratico dell'alternanza.

La maggioranza - ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi presentando al Senato il programma del Governo - riconferma comunque, alla vigilia del prossimo Vertice dei G8, la continuità delle linee di politica estera sia nei confronti dell'Europa, sia per la speciale amicizia con gli Stati Uniti, rinnovata in uno spirito di alleanza tra pari, anche per l'attuazione del processo di democratizzazione e di un nuovo assetto mondiale che transita attraverso la lotta contro la miseria.

Senza entrare nel dettaglio di un'esposizione tecnica del programma di Governo, Berlusconi ha riaffermato l'intenzione di attuare una riforma federalista dello Stato, con le connesse innovazioni in campo fiscale, ispirata ai principi dell'autonomia delle comunità locali e della sussidiarietà e collegata ad un rafforzamento del potere esecutivo in senso presidenzialista, nonché ad un più efficace potere di controllo delle Assemblee parlamentari. Accanto poi ad una riforma della pubblica amministrazione secondo un nuovo modello di decentramento e di efficienza, il programma di Governo prevede una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, pur nel rispetto dei diritti acquisiti, nonché una riduzione della pressione fiscale e l'adeguamento delle pensioni minime, la rivisitazione dei codici e la compilazione di testi unici, il coinvolgimento del capitale privato, nazionale ed estero, per la mobilitazione delle risorse al fine di recuperare competitività nel sistema economico e per la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, secondo le compatibilità ambientali e le esigenze di modernizzazione del Paese.

Richiamate le esigenze di difesa nazionale, di sicurezza e di lotta alla criminalità, in un'ottica di separazione dalla questione dell'accoglimento degli immigrati, il presidente del Consiglio ha auspicato la più ampia collaborazione nell'opera di miglioramento del settore della giustizia, secondo i principi dell'attuale sistema che tuttavia richiedono un completamento. I settori della sanità e della scuola dovranno invece essere profondamente riformati e ammodernati, in particolare prevedendo il rinvio dell'entrata in vigore della riforma dei cicli scolastici, in una cornice di tutela della famiglia quale cellula primaria della società.

Ha annunciato infine la presentazione, prima della sospensione estiva dei lavori parlamentari, di un disegno di legge d'iniziativa governativa per la regolamentazione dei conflitti di interesse, ribadendo che solo l'interesse del Paese guiderà le azioni e le scelte del Governo e dell'attuale maggioranza.

"Sentiamo tutta la responsabilità di questo compito e non deluderemo chi ci ha dato fiducia- ha concluso Berlusconi -. Mi auguro di cuore che tutti gli italiani, nessuno escluso, possano sentirsi protagonisti di questo grande progetto per cambiare l'Italia". (Inform)

Sarà attuata nel più breve tempo possibile la legge sul voto degli italiani all'estero. Il Governo s'impegna a rivedere la legge sulla promozione della cultura italiana nel mondo

"Con gli italiani che lavorano e vivono in altri Paesi l'Italia ha contratto un debito antico. La nomina del Ministro per gli Italiani nel mondo è una testimonianza della volontà del Governo di attuare, nel più breve tempo possibile, la legge sul voto degli italiani all'estero". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha voluto ribadire l'impegno del Governo per l'attuazione della riforma più attesa dagli italiani all'estero.

Poco prima, Berlusconi aveva parlato di cultura italiana all'estero: " Nella strategia del Governo un ruolo di grande rilievo sarà riservato ovviamente alle attività e ai beni culturali. Questo Governo non pensa - ed è logico - di imporre una sua cultura e una sua visione dell'arte, della musica, del teatro e del cinema, ma intende favorire la più libera e multiforme espressione delle culture e dei fermenti presenti nella società italiana, contribuendo alla diffusione nel mondo delle nostre arti e della nostra cultura".

"Nello stesso tempo - ha aggiunto -, si impegna alla più severa ed efficace tutela del patrimonio culturale, artistico, archeologico e monumentale accumulato nei secoli. Nessun Paese al mondo potrebbe permettersi di lasciar deperire e di tenere inattive le straordinarie riserve e risorse che compongono l'impareggiabile patrimonio culturale ed artistico dell'Italia. Su questo capitale anzi intendiamo investire, convinti come siamo che questa sia la più grande risorsa del nostro Paese.

"Pochi altri Paesi possono vantare il patrimonio di cultura dell'Italia e la straordinaria vitalità delle nostre comunità all'estero. Abbiamo dunque il dovere di valorizzare queste ricchezze.

"Intendiamo rilanciare la nostra presenza culturale, diffondere la conoscenza e l'insegnamento dell'italiano, favorire l'internazionalizzazione delle nostre università, sostenere la cooperazione in campo scientifico e tecnologico. A questo scopo - ha concluso il Presidente del Consiglio su questo argomento - il Governo si impegna a rivedere la legge sulla promozione della cultura italiana nel mondo". (Inform)


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