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INFORM - N. 120 - 18 giugno 2001

Cooperazione allo sviluppo, l’impegno italiano

ROMA - Il nuovo Governo del Presidente Berlusconi, appena insediato, si trova ad affrontare, fra le altre, due sfide fondamentali per l’immagine internazionale dell’Italia : il voto dei connazionali all’estero e la nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.

Sul voto italiano, è di grande conforto la promessa appena formulata dal Ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, di donare come regalo per il prossimo Natale questo inalienabile diritto a tutti i nostri connazionali residenti all’estero.

Sull’applicazione della nuova legge per la cooperazione, destinata ora a riprendere il suo iter parlamentare già particolarmente travagliato nella precedente legislatura, il discorso si fa più complesso, in quanto essa dovrà non solo essere immune dagli errori del passato, ma anche capace di far fronte efficacemente alla situazione di eccezionale emergenza che caratterizza i Paesi in via di sviluppo, situazione andata sempre più aggravandosi negli anni in cui i programmi italiani di cooperazione conoscevano una fase di "congelamento" e l’attenzione dell’Occidente si rivolgeva ai Paesi dell’ex Europa dell’Est dopo la caduta del muro di Berlino.

In altri termini, l’emergenza Africa non ha aspettato, e si tratta della "maggior catastrofe della storia moderna" secondo una definizione autorevole di Jeffrey Sachs, economista dell’università di Harvard. Basti pensare che in quel continente vivono ormai 25 milioni di persone infette da HIV, pari al 70% dei sieropositivi del pianeta.

E’ pertanto vivamente auspicabile che il Governo, nell’attuazione dei programmi che caratterizzano la nuova politica italiana di cooperazione, non dimentichi l’Africa e il Mediterraneo, aree geografiche a noi legate da tradizioni storiche d’amicizia profonde e quanto mai attuali, come rilevato in occasione di una recente missione in Eritrea, uno dei Paesi più poveri del mondo, da parte dei Rappresentanti di una delegazione della Casa delle Libertà. Una ulteriore prova di sensibilità politica del Governo potrebbe essere costituita da un progresso, da parte italiana, verso la cancellazione del debito dei Paesi in via di sviluppo.

Si può senz’altro affermare che l’azione del nostro Governo nel campo della cooperazione sarà tanto più efficace nella misura in cui, a fianco degli organismi istituzionali, saranno valorizzate le esperienze di coloro che hanno già da tempo profuso il loro impegno nell’ambito del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, rivelatosi strumento prezioso di dialogo e di promozione di iniziative fra i nostri connazionali che, con la loro serietà ed il loro lavoro, tengono alto il nome dell’Italia nel mondo. (Ferruccio Falaschi*-Inform)

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* Presidente A.I.E. – Associazione Italiani all’Estero


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