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INFORM - N. 119 - 17 giugno 2001

Dal Consiglio Europeo di Göteborg ottimismo sull’allargamento dell’Unione Europea

GÖTEBORG - Il Consiglio europeo si è riunito a Göteborg il 15 e 16 giugno per definire gli orientamenti politici dell’Unione. Aldilà dei gravi fatti avvenuti sulle strade della città contro i manifestanti giunti da tutta Europa, il Consiglio è stato un’occasione significativa per confermare i progressi compiuti nei negoziati per l'allargamento dell’Unione e proseguire il dibattito sul futuro dell'Unione.

L’allargamento e la globalizzazione comportano grandi opportunità e sfide per l’Unione Europea. Il Consiglio di Göteborg è stato un segnale forte ai tredici paesi candidati sulla natura irrevocabile del processo di allargamento, segnale particolarmente importante alla luce del referendum tenutosi in Irlanda. Göteborg intende aprire un dibattito pubblico sul futuro dell’Europa finalizzato a preparare una conferenza intergovernativa nel 2004, affinché i trattati costitutivi dell’Unione e le sue istituzioni sappiano adattarsi maggiormente alle aspettative dei cittadini.

Il Consiglio di Göteborg ha confermato i progressi raggiunto nei negoziati di adesione durante il semestre di Presidenza svedese e ha prospettato il completamento dei negoziati con i paesi candidati meglio preparati entro la fine del 2002, affinché possano votare come paesi membri già in occasione delle elezioni del Parlamento Europeo previste per il 2004.

Gli sforzi risoluti di tutte le parti nei negoziati di adesione hanno consentito di raggiungere e oltrepassare gli obiettivi stabiliti a Nizza per il primo semestre del 2001. Consistenti i risultati ottenuti in una serie di settori chiave. Più di due terzi dei capitoli di negoziato sono stati provvisoriamente conclusi con alcuni paesi candidati, come l’Ungheria, Cipro e la Slovenia. Entro la fine di giugno saranno aperti tutti i capitoli di negoziato con alcuni dei paesi candidati che hanno avviato i negoziati soltanto l’anno scorso. Sotto le future presidenze belga e poi spagnola, è prevedibile che l’Unione Europea vedrà concretizzarsi i progressi raggiunti dai paesi candidati, che dovranno comunque perseverare nel processo di riforma dell’amministrazione e dei sistemi giudiziari, nonché garantire la situazione delle minoranze. Inoltre gli accordi raggiunti nel corso dei negoziati non possono essere considerati definitivi fino alla conclusione di un accordo globale.

Le decisioni di Helsinki hanno avvicinato la Turchia all'UE e hanno dischiuso nuove prospettive alle sue aspirazioni europee. Sono stati realizzati sostanziali progressi nell’attuazione della strategia di pre-adesione per la Turchia, compreso un dialogo politico rafforzato. La presentazione da parte della Turchia del programma nazionale per l’adozione di regolamenti legislativi conformi con quelli dell’Unione rappresenta un’evoluzione positiva. Occorrono, tuttavia, ulteriori progressi in vari settori come quello dei diritti umani. La Turchia, inoltre, è stata invitata a prendere misure concrete per attuare le priorità del partenariato di adesione, che è la pietra angolare della strategia di pre-adesione.

Tutti i paesi candidati sono invitati, tenendo conto delle rispettive situazioni particolari, a recepire gli obiettivi economici, sociali e ambientali dell’Unione Europea nelle loro politiche nazionali. Inoltre, per rafforzare il partenariato dell’Unione con l’Ucraina e la Moldova, questi paesi saranno invitati in una fase successiva a partecipare alla Conferenza europea. Uno sviluppo politico ed economico stabile e positivo in Ucraina riveste, infatti, un’importanza strategica per l’Europa. A Göteborg l’Unione ha riconosciuto le aspirazioni europee dell’Ucraina e ha invitato Kiev a continuare a sostenere l'evoluzione democratica, i diritti umani, lo stato di diritto e le riforme economiche orientate verso il mercato. (Antonio Ricci-Inform)


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