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INFORM - N. 119 - 17 giugno 2001

Convegno alla Farnesina promosso dalla Direzione Generale degli Italiani all'estero

Verso un "modello europeo" di informazione: Il ruolo delle istituzioni

ROMA – Nel pomeriggio del 15 giugno Stefano Ronca, Vice Direttore generale per gli Italiani nel mondo, ha rilanciato - in qualità di moderatore dell’incontro su "La proiezione internazionale delle emittenti radiotelevisive" - il discorso sulla ricerca di un "modello europeo" diretto verso il mercato internazionale e soprattutto verso le comunità di connazionali all’estero. La ripresa dei lavori è stata preceduta da una suggestiva visita dei relatori internazionali alla collezione di opere d’arte italiane del XX secolo raccolte presso il palazzo della Farnesina.

Il convegno, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri, ha affrontato la seconda parte dei lavori articolando un confronto sul ruolo degli attori istituzionali nella comunicazione radio-televisiva di alcuni Paesi europei quali la Spagna, il Portogallo, la Francia, la Gran Bretagna, la Germania e la Turchia. Alti funzionari delle rappresentanze diplomatiche in Italia e dei Ministeri degli Esteri di tali Paesi, con competenze specifiche per l’informazione e la stampa, hanno descritto e commentato il tema del convegno, proiettandolo in un quadro internazionale, con particolare riferimento alle comunità d’oltre-oceano.

Molte le problematiche comuni, derivanti soprattutto dal fatto che tale tipo di comunicazione, per la sua importanza strategica, debba essere proposto essenzialmente come servizio pubblico. La proiezione internazionale delle emittenti radiotelevisive è, infatti, veicolo per la propria comunità per mantenere viva la cultura nazionale e, nello stesso tempo, per promuovere il proprio paese nel mondo. A tal proposito il Vicedirettore della televisione francese, Etienne Fiatte, ha illustrato come la Francia, per i programmi audiovisivi per l’estero, si stia orientando verso il mercato dell’Africa.

Il legame con il settore pubblico porta, però, a vincoli normativi e difficoltà di finanziamento, per i continui tagli di budget che non permettono di diversificare l’offerta, proporre una maggiore qualità delle trasmissioni verso l'estero, affrontare i costi quasi insostenibili di determinati eventi come i diritti per la trasmissione del calcio o tenere il passo con il progresso tecnologico. Tuttavia proprio lo stretto legame con le istituzioni permette di poter puntare lontano e di proporsi come modello di riferimento, giungendo a coinvolgere le proprie comunità all’estero.

I problemi comuni, però, non sono esenti da felici eccezioni, come nel caso britannico: la Bbc ad esempio si propone come inimitabile modello di diffusione culturale. Proprio miss Mariot Alison Leslie dell’Ambasciata britannica in Italia ha distinto tra le finalità puramente commerciali della Bbc e la funzione di "diplomazia di influenza" del Bbc World Service, servizio radiofonico che raggiunge 151 milioni di utenti, di cui solo 40 inglesi. Il Bbc World Service, infatti, è giustificato nel bilancio statale tra gli obiettivi internazionali: non è stato istituito per fornire un servizio per gli inglesi nel mondo, bensì per permettere al mondo di documentarsi sulla Gran Bretagna.(Antonio Ricci-Inform)


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