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INFORM - N. 118 - 15 giugno 2001

Il 15 luglio a Mestre il terzo Congresso della FUSIE. Il "dibattito congressuale" è già iniziato

ROMA - Il terzo congresso della FUSIE si farà. E si farà alla data già indicata del 15 luglio a Mestre, preceduto, il 14 a Treviso, da un convegno sull'informazione italiana all'estero che fungerà anche da dibattito precongressuale. Ma il dibattito è già iniziato, aperto qualche tempo fa dall'autocandidatura a presidente della Federazione unitaria della stampa italiana all'estero da parte di Gaetano Cario, editore di varie testate italiane in America Latina.

La data del congresso è stata confermata in una riunione del consiglio direttivo che ha avuto luogo a Roma l'11 giugno. Presenti alla riunione il presidente Gianni Tosini, due vice presidenti (Gaetano Cario ed Elia Finzi), il segretario generale Giuseppe Della Noce, il tesoriere Stefania Pieri e vari componenti del direttivo (alcuni per delega).

Il direttivo ha deliberato di chiudere con il 30 giugno le adesioni alle FUSIE per il 2001: solo le testate che avranno rinnovato l'adesione entro tale termine potranno partecipare "a pieno titolo" al congresso. Le spese di vitto e alloggio dei delegati saranno a carico della FUSIE, grazie al contributo finanziario della Fondazione Cassamarca di Treviso. Per le spese di viaggio ci sarà un "rimborso forfettario" il cui ammontare sarà definito quando, dopo il 30 giugno, si conoscerà il numero dei partecipanti: un intervento anche minimo ci sarà in ogni caso, privilegiando i delegati d'oltreoceano. A questo penserà un comitato organizzatore composto dai membri della presidenza più Mimmo Azzia, presente alla riunione, che ha dato la sua disponibilità. Il comitato si riunirà ai primi di luglio in concomitanza con l'assemblea del CGIE, mentre nell'immediata vigilia del congresso si riuniranno il collegio dei revisori dei conti, e, di nuovo, il direttivo e la presidenza.

Dicevamo che il "dibattito congressuale" è già iniziato. Forse è il caso di dire che infuriano le polemiche e che il dibattito dovrebbe allargarsi ad altri argomenti, come il ruolo della stampa italiana all'estero e le nuove tecnologie dell'informazione. Ad accendere il fuoco è ancora una volta Gaetano Cario che parla di "situazione di totale illegalità" della FUSIE: mancata presentazione del bilancio e dell'elenco dei soci in regola con il pagamento delle quote sociali, mancato quorum del direttivo, il che - aggiunge - dimostra una "indifferenza generalizzata" nei confronti della Federazione di cui egli stesso è vice presidente.

La proposta di Cario, non accolta dal direttivo, era di realizzare il convegno a luglio e di tenere il congresso in occasione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, prevista per l'autunno. Ma la storia della FUSIE, sin dalla sua costituzione, è tutto un susseguirsi di rinvii: non si sono colte le occasioni della Conferenza nazionale dell'emigrazione del 1988 per tenere il secondo congresso, né della prima Conferenza degli italiani nel mondo del 2000 per tenerne il terzo. Questa volta si sarà preferito cogliere al volo la munifica offerta del presidente della Fondazione Cassamarca e dell'Unaie Dino De Poli, finalizzata molto probabilmente non tanto al convegno ma soprattutto al congresso.

La FUSIE è stata sempre condizionata, nella sua attività, dalla mancanza di fondi, il che è un grave handicap per una Federazione che per ogni riunione (non solo dei soci per il congresso statutario, ma del direttivo e della stessa presidenza) deve convocare i componenti da quattro continenti.

A Cario che si propone come presidente rispondono Tosini e Finzi. "La Fusie non può permettersi una presidenza con membri che vivono in tutto il mondo", sostiene Tosini; mentre Finzi si limita a dire che non si può continuare a prolungare all'infinito le cariche, ma tiene a precisare che nel direttivo si è deciso, in mancanza di fondi sufficienti, di concentrare i rimborsi sui due componenti d'oltreoceano mentre gli altri partecipanti si sono accollati le spese che avevano sostenuto per la riunione. (gc-Inform)


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