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INFORM - N. 117 - 14 giugno 2001

Intervista al Consigliere Fabrizio Romano, Capo dell'Ufficio Sociale dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, sulla prima conferenza degli italiani eletti negli organismi politici tedeschi

BERLINO - Il 16 giugno si terrà nella capitale della Germania la Prima Conferenza degli Italiani eletti negli organismi politici tedeschi, organizzata dall’Ambasciata d’Italia, in collaborazione con i rappresentanti del CGlE e dei Presidenti dei Comites della Germania. Abbiamo rivolto al Consigliere Fabrizio Romano - Capo dell’Ufficio Sociale della nostra Rappresentanza diplomatica - alcune domande sull’iniziativa.

Qual è lo scopo di questa iniziativa?

La Conferenza, anzi, la Prima Conferenza degli Italiani eletti negli organismi politici si propone diverse finalità. La principale è, a mio parere, quella di consentire alle nostre Istituzioni di affinare la comprensione del fenomeno migratorio italiano in Germania da un’angolatura originale, registrando cioè le esperienze di quei connazionali che si sono inseriti nella vita politica tedesca ed hanno scelto la via dell’impegno nello spirito della cittadinanza europea. Essa ha poi un’altra importante valenza: potrà contribuire, grazie all’apporto del nostri connazionali, all’approfondimento, da parte delle Autorità tedesche, delle tematiche che attengono all’integrazione nel tessuto sociale locale di una importante comunità di cittadini europei come è quella italiana. Non dimentichiamo che il flusso di connazionali verso questo Paese non si è arrestato e la nostra è una collettività in crescita, oltre ad essere la prima fra quelle originarie da Paesi dell’U.E.

Qual è il contributo innovativo di questa Conferenza rispetto alle varie iniziative che finora hanno coinvolto gli italiani in Germania?

Innanzitutto una novità sta già nel fatto che italiani attivi nella politica tedesca, ed eletti anche grazie a voti di cittadini tedeschi, si incontrino per la prima volta e, al di là dei rispettivi orientamenti politici, dialoghino sulle tematiche dell’integrazione.

Un’altra novità è rappresentata dallo spirito europeo - lo slogan della Conferenza è "impegno politico e cittadinanza europea"- che dovrebbe caratterizzare i lavori: spirito europeo nel senso che siamo sì impegnati a contribuire ad una migliore integrazione dei nostri, ma tale integrazione la realizziamo costruendo una società di tipo diverso il cui artefice e protagonista sarà il cittadino europeo. Non dico niente di nuovo se ricordo che l’Europa del medioevo, prima dell’avvento dei nazionalismi, ha a lungo presentato alcune delle caratteristiche di quell’Europa che oggi stiamo realizzando.

Chi saranno i partecipanti alla Conferenza?

Finora abbiamo individuato, grazie all’impegno congiunto degli Uffici Consolari e dei Comites, circa cento connazionali eletti, all’interno dei diversi Laender, nel "Gemeinderaete" e nel "Kreisraete". Essi sono stati invitati tutti e tutti hanno salutato positivamente l’iniziativa: oltre la metà ha assicurato la propria partecipazione. L’incontro si potrà avvalere del contributo significativo dei Presidenti dei Comites e dei rappresentanti delle diverse liste elette nell’ambito dei Comites stessi - ciò per allargare la rappresentatività e stimolare le discussioni - nonché dei rappresentanti del CGlE della Germania. Saranno presenti, infine, rappresentanti delle istituzioni e dei partiti politici tedeschi.

Un'ultima domanda: l'idea di tenere questa Conferenza risponde ad una strategia di lungo periodo da parte dell’Amministrazione degli Esteri o è un'occasione legata all’attuale situazione della comunità italiana?

Il fatto che la si denomini Prima Conferenza credo sia già una parziale risposta, perché vuol dire che se ne auspicano delle altre... Come ho già detto in un’altra occasione, quella degli Italiani attivi nella vita politica di questo Paese è una realtà sulla quale il nostro Paese deve puntare sin d’ora, perché siamo convinti che il percorso politico di questi connazionali è all’inizio ma li porterà ad occupare posti sempre più importanti in Germania, cosi come è avvenuto in quelli che hanno conosciuto, in tempi meno recenti, il fenomeno migratorio dall’Italia. Penso che questi italiani siano - ed in prospettiva lo saranno di più - interlocutori e punti di riferimento validissimi sia per le Istituzioni italiane, per le ragioni che ho accennato prima, che per quelle tedesche ed europee perché collaborano con i fatti, con un quotidiano impegno concreto, alla costruzione di quell’Europa "materiale" che è già idealmente presente nei trattati. Penso che anche grazie ad essi potremo individuare soluzioni a quei problemi che ancora toccano una parte della nostra comunità. (Inform)


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