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INFORM - N. 114 - 11 giugno 2001

Consegnato il Pegaso d’oro a Piero Farulli. Un modello per tutta l’Italia dalla Scuola di musica di Fiesole

firenze - "Il "Pegaso d'Oro" conferito a te, caro maestro Piero Farulli, non è solo un riconoscimento al grande musicista, ma un sincero ringraziamento dell’intera collettività toscana, di cui ci facciamo interpreti, per l'insegnamento culturale e morale, prima ancora che musicale, di cui ci hai fatto dono nel corso di tutta la tua carriera, come interprete, come fondatore e massimo animatore della Scuola di musica di Fiesole". Con queste parole il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha accolto nel Teatro della Compagnia a Firenze il maestro Farulli, prima di consegnargli il Pegaso d’oro per la cultura 2001.

Martini ha confessato che ieri, mentre stava mettendo a punto le note per il suo discorso, ha riascoltato la leggendaria esecuzione che il Quartetto italiano fece, nel 1965, del Quartetto n. 14 in re minore di Franz Schubert, noto con il nome "la morte e la fanciulla". Farulli, violista eccelso ed esempio della grande tradizione dell’archetto italiano, di quel Quartetto è stato uno dei membri. "Riascoltando il brano di Schubert – ha detto Martini – ha provato di nuovo l’emozione profonda che viene dalla pienezza del suono, dall’intensità emotiva, dal classicismo cristallino ed altero di quell’interpretazione".

Il presidente della Regione Toscana ha ricordato poi il rapporto del maestro con la Scuola di musica di Fiesole, di cui è stato fondatore ed ancora oggi è direttore. "Da Fiesole – ha sottolineato Martini – è partito un grande progetto che ha contribuito a rinnovare e mutare l’indirizzo generale della cultura italiana e dell’istruzione musicale. Si è superata la concezione crociana, proponendo lo studio della musica come momento indispensabile della formazione umanistica di ogni individuo, al pari dell’italiano, della storia, del disegno e di tutte le altre materie che contribuiscono alla nostra crescita".

Ma la Scuola di musica di Fiesole, a cui dal 1988 la Regione Toscana da un aiuto concreto, ha assunto un ruolo sempre maggiore nella formazione anche dei musicisti di domani con l’Orchestra giovanile italiana e i corsi di perfezionamento. "Pensando all’esperienza di Fiesole, - ha concluso Martini - ci verrebbe spontaneo perseguire un obiettivo positivo ed ambizioso: quello di "toscanizzare" l'Italia. Farebbe molto piacere se tutti i bambini, di tutte le parti del nostro Paese, potessero crescere cantando insieme e imparando la difficile ma affascinante pratica del rigore strumentale".(wf-Inform)


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