* INFORM *

INFORM - N. 114 - 11 giugno 2001

Da "La Voce d'Italia" , di Caracas

Quando il silenzio fa chiasso

Il quotidiano di Caracas "La Voce d'Italia" ha pubblicato l'11 giugno in prima pagina il "Carnet del Direttore" col titolo "Quando il silenzio fa rumore"

CARACAS - Ci sono silenzi che fanno chiasso più di quanto si possa immaginare. Se ne ha riprova da quanto è accaduto alla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo e rischia di accadere adesso che è uscita di scena la corrosiva kermesse elettorale.

Non si erano ancora spenti gli echi dell’importante assise convocata a Roma per esporre al dibattito e sottoporre ad attente analisi e ben coordinate programmazioni i temi che investono presente e futuro delle nostre comunità all’estero, la stessa presenza italiana nel mondo, quando taluni - meno d’un gruppuscolo - hanno preteso, rimuginando idee obsolete e rugginose frustrazioni, di estendere il pollice verso su risultati che sono tuttora da conoscere giacché è ancora oggetto di studio ciò che è scaturito dalle preconferenze preparatorie alla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo tenutesi da un capo all’altro del pianeta.

Ha fatto eccezione Graziano Tassello che con la sua consueta ponderatezza ha esortato a caute riflessioni senza perdere di vista l’autenticità dei problemi la cui soluzione è di comune interesse. Esortazione quanto mai opportuna. Si ricorderà che gli stessi contestatori, quando in Parlamento è piovuta la doccia fredda del rinvio del nostro voto assoggettato a un altro esasperante rinvio, hanno mestato per provocare un’assurda protesta della quale avrebbe dovuto fare le spese addirittura il Presidente della Repubblica Ciampi durante le sue visite in Uruguay e in Argentina.

Il "Presidente di tutti gli italiani", dentro e fuori dalla "Madrepatria", non esitava a precisare: "Era difficile, in così breve tempo, predisporre elenchi ben definiti degli italiani all’estero aventi diritto al voto. C’era il rischio che poi ci sarebbero state lamentele e ricorsi da quanti si ritenevano esclusi. Inoltre l’attività degli ultimi giorni della Legislatura rendeva incerto il raggiungimento di un voto parlamentare finale". Altro che "dateci il diritto al voto purchessia" come proponeva da Caracas qualcuno. Dopo il silenzio invece del chiasso che si voleva, un silenzio "rumoroso", è esplosa invece attorno al Presidente una incontenibile ondata di italianità.

Adesso, mentre gettiamo giù queste note, stiamo assistendo a un dibattito ancora incipiente dal quale appare evidente o comunque malcelata, l’intenzione - ch’è poi quella di sempre, la stessa che ha fatto perdere anni quando si poteva giungere assai prima ai risultati da tutti auspicati - di intrappolare il prossimo voto all’estero per patentarlo con i colori d’una determinata area politica. Se ciò dovesse prendere piede andrebbe a detrimento dei propositi unitari che un po’ tutti proclamano.

Proposte meritevoli d’esser prese in considerazione, anziché la caccia al voto all’estero per etichettarlo e farne preda di parte, sono quelle che giungono dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, il quale ha chiesto al nuovo Governo l’apertura immediata di un canale di dialogo per affrontare le questioni aperte, tutte e non solo quella del voto.

Proposte meritevoli di riflessione e correttezza nel reperire le risposte adeguate sono quelle avanzate dalla "Fondazione Migrantes": approvare nei primi sei mesi della nuova legislatura l’esercizio del voto all’estero e mettere mano alle altre questioni, cominciando dall’istituzione d’un Ministero senza portafoglio per gli italiani all’estero.

Le nostre comunità all’estero hanno raggiunto ormai, e se ne ha continua conferma, una lucida maturità che ne fa degne esponenti dell’Italia nel mondo. Ciò ci assiste nella convinzione che le prossime elezioni saranno l’avvio d’un nuovo capitolo provvido di grandi realizzazioni. Stanno lì, a sostenerci, i bagagli di preziose esperienze di quanti, in ogni parte dell’universo, ci hanno preceduti. (Gaetano Bafile)


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