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INFORM - N. 114 - 11 giugno 2001

Chi è Mirko Tremaglia

Mirko Tremaglia è nato a Bergamo. Coniugato e papà di Marzio. Avvocato. Orfano di guerra. Combattente volontario della R.S.I.

E’ stato Consigliere Comunale di Bergamo. E’ stato eletto deputato nel 1972 e da allora in continuità riconfermato per ogni legislatura. E’ stato Presidente della III Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati.

Nell’Ufficio Politico Nazionale del MSI è responsabile sin dal 1972 del Dipartimento della Politica Estera e Relazioni Internazionali.E’ stato Vice Segretario Nazionale dell’On. Giorgio Almirante, Segretario Nazionale del MSI-DN. E’ Vice Presidente dell’Unione Interparlamentare Italiana e Presidente della Sezione Bilaterale Parlamentare Italia-Argentina.

Costituisce in ogni Continente, nel 1968, i "Comitati Tricolori per gli Italiani nel Mondo" (CTIM). di cui è Segretario Generale. Il Comitato Tricolore ha come scopo la difesa degli interessi morali e materiali dei nostri connazionali emigrati e in particolare è stata lanciata la grande battaglia per il voto agli italiani all’estero. La battaglia per i diritti civili e politici degli italiani all’estero costituisce il traguardo della sua vita politica e si manifesta in un vasta produzione legislativa. La maggior parte dei Progetti di legge che si occupano degli italiani nel mondo porta per prima la sua firma.

I Comitati Tricolori costituiscono il collegamento più importante con i Paesi ospitanti, sul piano della integrazione economica e politica e per le iniziative culturali e dell’informazione.

Riesce ad ottenere un grande successo nel 1988 quando viene approvata la Legge Tremaglia sull’Anagrafe e Censimento degli italiani all’estero, Legge 27 ottobre 1988, n. 470. Per merito suo, quindi, milioni di italiani che erano stati cancellati dallo stato civile in Italia riacquistano, attraverso la sua Legge, tutti i diritti previsti dalla Costituzione.

Tiene incontri ovunque e gode di molto prestigio tra i nostri emigrati senza distinzione di parte. E’ di particolare rilievo la sua azione nella Conferenza Nazionale dell’Emigrazione, nelle Pre-Conferenze Continentali e nell’Atto finale di Roma del 3 dicembre 1988 quando per la prima volta viene approvato un Documento unitario su tutti i problemi dell'emigrazione.

Per ogni legislatura tra i tanti Progetti presenta sempre quello del voto all’estero per corrispondenza, così come avviene anche nell'ultima legislatura.

Nel 1991 viene eletto il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) che è il parlamento dei nostri connazionali. Viene eletto per volontà diretta dei nostri connazionali, al di fuori di ogni manovra di partito, come componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio.

Incontra nel mondo Capi di Stato e di Governo e rappresentanti della diplomazia di molti Paesi, nel Mediterraneo, nel Medio Oriente, in Europa, in Africa e nelle Americhe; oltre 100 Ambasciatori.

Dal 1978 ha sollevato nel Parlamento lo scandalo delle tangenti di 600 imprese italiane - e ne fa i nomi - che hanno operato per i traffici con i Paesi dell’Est versando miliardi al Partito Comunista Italiano.

Nell’aprile del 1988 è stato protagonista al Cremlino di una clamorosa protesta contro i sovietici e di una durissima polemica in difesa dell’onore dei nostri Caduti in Russia, riscuotendo un grande consenso su tutta la stampa italiana.

Nel 1993 il 30 giugno, dopo 38 anni di ostruzionismo comunista, era riuscito a far approvare dalla Camera dei Deputati il voto per corrispondenza e le "Circoscrizioni Estere" per dare la possibilità agli italiani nel mondo di eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento italiani; ma il 10 novembre 1993, soprattutto per responsabilità della sinistra del PDS e della Lega, tale Legge viene bocciata all’ultima votazione.

Dopo la caduta del "Muro di Berlino" è artefice della politica dell’intesa.

Come Presidente della Commissione Esteri ha presieduto Conferenze Internazionali e la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni Esteri dei Paesi della U.E. – Unione Europea. Ha condotto i lavori della Commissione in stretta collaborazione con tutti i Gruppi politici, tutelando interessi generali del Paese e non quelli di parte. Al momento della sua elezione ha trovato dei residui spaventosi causati dalla 1^ Repubblica: 76 Trattati internazionali che giacevano da anni non eseguiti perché non ratificati. In 8 mesi è riuscito a farli approvare tutti. Ha sviluppato intensi scambi parlamentari con molti Paesi ed ha costituito presso la propria Commissione: il Comitato per i diritti umani, il Comitato per gli Italiani nel Mondo, il Comitato per la Cooperazione, il Comitato per i Trattati.

In questa ultima legislatura è stato eletto Presidente del Comitato Permanente degli Italiani nel Mondo.

Da non dimenticare: quando nel 1979 l’URSS puntò le sue testate nucleari SS 20 contro l’Europa, condusse, con tutto il suo partito in Parlamento e nelle città, una azione molto decisa per installare i Cruise e i Pershing americani in difesa dell’Italia e dell’Europa. Negli Organismi Internazionali e nel Parlamento italiano ha sempre sostenuto con fermezza l’importanza fondamentale del ruolo indispensabile della NATO e dell’Alleanza Nordatlantica, tra Europa e USA. La sua linea è chiarissima: "alleati leali sempre, sudditi mai".

Ha organizzato nel 1995 la più importante "operazione" nelle Relazioni internazionali, con il viaggio dell’On. Gianfranco Fini negli U.S.A. ove Fini incontra il Presidente Clinton. Con Fini viene ricevuto alla Segreteria di Stato, alla Casa Bianca e al Congresso. Ha colloqui con esponenti massimi della finanza, della cultura, della politica e dei più qualificati opinionisti americani. Viene ricevuto con caloroso entusiasmo dalla comunità italiana. Tremaglia in quella occasione ha incontrato la comunità ebraica; grandi personalità della politica americana, Henry Kissinger, David Rockefeller; esponenti del Congresso, che avevano costituito un Comitato d’Onore per quella occasione; le più importanti testate giornalistiche e i Centri "di opinione" tra cui l’American Enterprise Insitiute e il Consiglio di Politica Estera.

Assertore della grande idea nazionale, è sempre stato sostenitore del rispetto e onore di tutti i Caduti, senza discriminazioni, per la pacificazione nazionale. Ha difeso ad oltranza i diritti della minoranza italiana di Fiume, Istria, Dalmazia e degli esuli.

Ha partecipato con forte determinazione alla battaglia in Italia contro il malcostume, la corruzione, la droga e la criminalità organizzata. Ha sempre sostenuto l’operazione di pulizia decisiva nel far cadere la Prima Repubblica e il sistema partitocratico. E’ stato componente della Commissione d’Inchiesta sullo scandalo P-2. Clamoroso il successo della sua azione di moralizzazione per far cessare i doppi stipendi ai parlamentari; il Parlamento ha approvato la sua iniziativa.

E’ componente del Consiglio Centrale della Società "Dante Alighieri".

In quest’ultima legislatura ha realizzato, unico tra tutti i deputati, ben due revisioni della Carta Costituzionale: il 29/9/1999, la riforma dell’art.48 – con la istituzione della "Circoscrizione Estero" – ed il 18/10/2000 degli artt. 56 e 57 – fissando sulla nostra Costituzione il numero di 12 deputati e 6 senatori che verranno eletti dai nostri connazionali cittadini italiani residenti all’estero.

E’ stato eletto, con successo clamoroso, nella XIV legislatura, sia nel Collegio Uninominale di Bergamo (ottenendo oltre il 49% dei voti) che nel Proporzionale nella Circoscrizione elettorale di Brescia-Bergamo-Como-Varese-Sondrio. E’ alla Camera dei Deputati eletto, in continuità, da otto legislature, cioè da 29 anni. E’ intervenuto sempre su tutti i problemi di Bergamo, tra i più significativi: Ospedale, Stadio, Amministrazioni della Giustizia, la sicurezza, la viabilità, le Ferrovie, sul Turismo.

E’ assertore di una politica nuova contro la partitocrazia, per un accordo organico con le categorie, con i commercianti, con gli imprenditori, con gli agricoltori, con le professioni, con i rappresentanti del mondo del lavoro, per un patto di unità di azione.

Tra i più significativi riconoscimenti: nella pubblica seduta del 14 marzo 2001 Tremaglia ha consegnato a Violante un libro a ricordo di suo figlio Marzio. L’Aula di Montecitorio ha visto una scena irrituale e commovente. Il Presidente della Camera si è alzato e i due si sono abbracciati tra gli applausi di tutti i deputati. Violante ha preso la parola e ha dichiarato: "Onorevole Tremaglia, come le ho detto, quello che abbiamo fatto è un po’ irrituale; però lei in quest’Aula rappresenta una figura forte e stimata. Credo che tutti quanti noi, di qualunque parte politica, abbiamo sempre apprezzato la sua lealtà, la sua fermezza di comportamento ed abbiamo anche avuto grande rispetto per il suo dolore. Non si è trattato soltanto della stima per suo figlio ma della stima e del rispetto che abbiamo per lei. Il rispetto in quest’Aula si conquista con l’autorevolezza, con le battaglie che si fanno ogni giorno. Fuori di quest’Aula si possono avere tutti i gradi di questo mondo, ma qui dentro siamo tutti uguali: entriamo eguali e ci dobbiamo conquistare giorno per giorno l’autorevolezza, la stima, la fiducia dei colleghi. Lei lo ha fatto per tanti anni e lo ha fatto anche in questa legislatura. Ha avuto questo grave lutto, però io mi permetto di dirle una cosa: continui il suo impegno politico, per trasmettere gli impegni di lealtà che hanno caratterizzato la sua vita ai suoi nipoti. Il senso della nostra vita è quello di trasmettere valori – per questo siamo qui, tutto sommato - a quelli che ci stanno vicino, a quelli che verranno dopo di noi. E quelli che verranno dopo di noi si riconnetteranno a noi nella misura in cui sapremo trasmettere loro le idee e i valori per i quali abbiamo combattuto diversi tra noi, ma che tutti si identificano nella storia del nostro Paese, come si identifica la sua vita. Io la ringrazio per quello che ha fatto, per quello che fa e per quello che farà per il nostro Parlamento e per il nostro Paese, onorevole Tremaglia". (Inform)


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