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INFORM - N. 112 - 8 giugno 2001

La Farnesina di fronte alle "emergenze consolari"

Soluzioni innovative per il rilascio dei passaporti agli italiani e dei visti agli stranieri

ROMA - In Italia, Paese con la rete consolare più estesa del mondo (120 uffici, di fronte a 103 della Francia, 96 della Spagna, 75 degli Stati Uniti, 66 del Giappone, 61 della Gran Bretagna, 60 della Germania), il bilancio del Ministero degli Esteri è il più basso (0,28 per cento compresa la cooperazione) rispetto al bilancio dello Stato dei Paesi del G7. Con una rete consolare minore e con minori problemi (l'Italia ha la più importante comunità nel mondo, quasi quattro milioni di connazionali iscritti nelle anagrafi consolari), Germania e Giappone stanziano per il bilancio degli Esteri una cifra tripla, la Francia il quadruplo.

Nessuna meraviglia, quindi, se il personale in servizio presso le sedi diplomatiche e consolari (inclusi gli impiegati a contratto) è mediamente di 17.2 unità per l'Italia (Giappone 42.2, Germania 42.7, Francia 45.4, Gran Bretagna 47.2, Canada 67.4, Stati Uniti 119.1).

Sono dati emersi nel corso dell'incontro con la stampa, promosso dal Segretario generale della Farnesina Ambasciatore Umberto Vattani, per spiegare come il Ministero degli Esteri si prepara all'estate, periodo di vacanze in cui aumentano gli italiani in giro per il mondo e quindi aumentano i connazionali in difficoltà per i quali è necessario intervenire, anche se i mezzi e gli uomini a disposizione sono scarsi. Una obiettiva scarsità - ha rilevato Vattani - che obbliga il ministero degli Esteri a far ricorso a soluzioni innovative.

Mezzi scarsi, ma immaginazione e creatività del personale

Due i settori nei quali il personale degli Esteri ha dato particolare prova di immaginazione e creatività: quello del rilascio e rinnovo dei passaporti ai connazionali all'estero; quello del rilascio dei visti - che nel 2000 sono stati per l'intera rete consolare oltre un milione - agli stranieri.

A Buenos Aires - lo ha ricordato il direttore generale per gli Italiani all'estero Ministro Carlo Marsili - i connazionali sono oltre 270.000 (tralasciando il milione e mezzo di oriundi che gravitano ugualmente intorno al Consolato). Con 46 dipendenti il nostro Consolato ha compiuto nel 2000 ben 13.810 atti anagrafici. A Verona (con un numero inferiore di cittadini residenti, gli atti anagrafici sono stati 16 mila ma i dipendenti non sono 46 bensì 2.600. A Buenos Aires per ogni dipendente consolare i connazionali sono 5.886, a Verona sono solo 98 gli abitanti per ciascun dipendente comunale.

Se si considera l'intera rete consolare le differenze restano abissali: all'estero, 2.331 iscritti nell'anagrafe consolare per ciascun dipendente; in Italia, 235 cittadini per ogni dipendente comunale.

Ma veniamo alle esperienze realizzate sulle quali hanno riferito Vincenzo Palladino, console generale a Buenos Aires, e Mario Vattani console generale al Cairo. Per entrambe il risultato è stato quello di abolire le file che si formavano sin dalla notte e di rendere un servizio più soddisfacente ai connazionali (a Buenos Aires) e ai cittadini egiziani per il rilascio dei visti Schengen (al Cairo).

A Buenos Aires si è scelta la strada dei sorteggi per la predisposizione di appuntamenti presso l'ufficio passaporti, ponendo fine a situazioni incresciose, con riflessi anche di ordine pubblico. Ogni mercoledì, i connazionali che chiedono il rilascio o il rinnovo del passaporto si recano al Teatro Coliseo e vengono muniti di un tagliando numerato. Con un programma informatico, in pochi secondi si stabilisce una lista di appuntamenti: per i primi duecento l'appuntamento è immediato (nei successivi quattro giorni lavorativi), gli altri ricevono un appuntamento "spalmato" nel tempo (attualmente fino ad agosto). Questi ultimi possono tornare nelle settimane successive e quindi sperare di essere inclusi nei duecento "fortunati" che devono attendere solo pochi giorni per il sospirato rilascio o rinnovo del passaporto.

Come si vede, una sperimentazione in condizioni di emergenza, non una soluzione definitiva che potrà aversi solo dotando gli uffici all'estero di maggiore personale. Ma i riscontri sono stati tutti positivi, e la richiesta è quella di estendere questo sistema agli altri Consolati dell'America Latina in situazioni analoghe.

Per i visti la nuova procedura è stata adottata al Cairo dal maggio scorso. Anche lì le file, in coincidenza con l'inizio del periodo estivo, provocavano, oltre a un danno di immagine per il nostro Paese, il fiorire di un sottobosco di prestanome, falsi garanti, intermediari di ogni genere. Adesso gli appuntamernti avvengono a mezzo telefono: il servizio è affidato ad una impresa di telecomunicazioni egiziana. Al richiedente viene fissato un appuntamento in Consolato e in un'ora la decisione gli viene comunicata: se è positiva va alla cassa, paga il visto e il passaporto gli viene recapitato all'indirizzo da lui indicato attraverso un'agenzia internazionale di recapiti.

L'esperimento ha avuto successo (siamo i primi ad utilizzare questo sistema) e si sta studiando la possibilità di applicarlo ad altre sedi della nostra rete, in particolare alle Ambasciate nell'Est europeo che figurano ai primi posti per maggior numero di visti emessi nell'anno 2000 (Mosca 146.945, Minsk 44.949, Bucarest 44.244, Kiev 35.750). Un sistema, quello adottato al Cairo, che facilita l'accesso degli utenti senza nulla togliere alla severità e alla sicurezza dei controlli. (Inform)


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