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INFORM - N. 111 - 7 giugno 2001

Omaggio al Colosseo

ROMA - "Omaggio al Colosseo – Sangue e arena" è il titolo della mostra organizzata dalla Soprintendenza archeologica di Roma congiuntamente con la Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, dal 21 giugno 2001 al 7 gennaio 2002. Esso fa parte del terzo e più atteso appuntamento del programma "Omaggio al Colosseo".

La sede espositiva è il Colosseo stesso, e più precisamente gli ambulacri del secondo ordine, in corrispondenza del primo livello di gradinate. Il monumento più visitato d’Italia, dunque, espone e racconta se stesso, per rievocare la propria storia e le avventure di coloro che combatterono nei più famosi spettacoli offerti al popolo dell’antica Roma: i gladiatori.

Da millenni il mondo occidentale conosce l’importanza sociale e il fascino trascinante degli spettacoli circensi, l’intensità delle passioni che vibrano nelle arene, il legame che avvince il pubblico e i protagonisti, la magia di un’identificazione che, a volte, rischia di tracimare, di diventare violenza.

In uno spazio fortemente caratterizzato, nella meravigliosa ambivalenza di una galleria protetta ma la tempo stesso aperta verso l’esterno, il visitatore si trova proiettato nel vivo di un’avventura sospesa fra l’archeologia classica e la bruciante attualità della passioni.

La mostra si apre con la presentazione, attraverso plastici, ricostruzioni e dipinti antichi, della situazione e della topografia della zona in seguito occupata dall’Anfiteatro Flavio, prima della sua costruzione: una valle fra i colli di Roma.

Monete, rilievi, ritratti, epigrafi e altri materiali illustrano poi la costruzione dell’anfiteatro, avviata dall’imperatore Vespasiano e legata al nome dei Flavi:

La seconda sezione della mostra è dedicata agli anfiteatri della Campania (Capua - l’odierna Santa Maria Capua Vetere – e Pompei), da cui provengono dipinti e sculture. A loro fianco la documentazione del Colosseo, costituita da un’ampia rassegna di iscrizioni, lastre graffite, frammenti architettonici, capitelli, timpani, bassorilievi, balaustre scolpite: resti di quel ricchissimo apparato ornamentale che un tempo decorava il monumento.

La terza sezione è dedicata agli spettacoli veri e propri che si svolgevano nel Colosseo e negli altri anfiteatri romani. Accorgimenti espositivi, e la presentazione degli strumenti originali (organo, tromba e corno) rievocheranno l’atmosfera dei giochi e l’ascesa sull’arena dei gladiatori. La mostra trova il suo apice in una ricca serie di rilievi figurati, di diversa provenienza che illustrando combattimenti, trionfi e scene di caccia o di lotta con animali feroci.

Il gruppo di oggetti più spettacolare ed evocativo è costituito dalle sontuose armi da parata scavate nell’Ottocento, provenienti dalla Caserma dei gladiatori di Pompei e presentate per la prima volta al pubblico: elmi, scudi, schinieri in bronzo, finemente decorati e incisi con scene di soggetto mitologico.

Chiude la mostra la suggestiva sezione, che vede ricostruiti i modelli delle macchine sceniche, insieme alle immagini dei preziosi dittici tardonatichi. (C.C.-Inform)


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