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INFORM - N. 110 - 6 giugno 2001

La Toscana guarda oltre Kyoto e propone il suo modello

Martini: "abbiamo già fissato obiettivi superiori del 30 per cento"

FIRENZE - "L’accordo di Kyoto sul clima non può essere né cancellato né diluito, ma semmai rafforzato, per la salute del pianeta e per la qualità di vita di tutti. Purtroppo da parte del futuro governo di centrodestra sembra annunciarsi una ben scarsa volontà di andare in questa direzione, anche a costo di ritrovarsi isolati in Europa. Su questo terreno la Toscana è pronta a dare battaglia, con la forza di un modello energetico da tempo ben definito". In occasione dell’incontro di Torino per l’adozione di un Piano energetico ambientale entro il 2002 – strumento di cui peraltro la Toscana dispone già dal marzo 2000 - il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, rilancia il "modello toscano".

La Toscana ha deciso con il suo Piano energetico di andare anche oltre gli obiettivi di Kyoto, con un 30 per cento in più di riduzione delle emissioni. Con il suo Piano regionale, infatti, la Regione prevede una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera quantificabile in circa 10 milioni di tonnellate all’anno, tre in più di quanto spetterebbe alla Toscana con un impegno limitato alla semplice applicazione dell’accordo internazionale. Un obiettivo che si propone di raggiungere grazie alla razionalizzazione dei consumi e alla diffusione di fonti rinnovabili. E’ un piano che nell’arco di 10 anni prevede investimenti complessivi per oltre 4 mila miliardi, con nuova occupazione, tra stabile e temporanea, per oltre 20 mila unità. La Toscana si è già assicurata la disponibilità di una prima tranche di finanziamenti comunitari e statali – sulla Finanziaria 2001 – in grado di garantire contributi per 140 miliardi.

In una regione che non parte certo da zero per quanto riguarda il ricorso alla produzione di energia con minor impatto ambientale – il 23 dell’energia elettrica che produce proviene da fonti rinnovabili, di fronte ad un obiettivo dell’Unione Europea ancora del 12 per cento – il Piano prevede il forte sviluppo di fonti quali l’eolico, il solare fotovoltaico e le biomasse; si avvale per la sua attuazione di un’Agenzia regionale per l’energia, società per azioni a prevalente partecipazione della Regione e degli enti locali; promuove il diretto coinvolgimento dei cittadini e degli operatori di settore, così come già fatto con accordi specifici per l’installazione dei pannelli solari per la produzione di acqua calda e per la realizzazione di tetti fotovoltaici. (pc-Inform)


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