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INFORM - N. 110 - 6 giugno 2001

Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen: Dante Alighieri in Danimarca

COPENAGHEN - Nel week end del 19 e 20 settembre 1999 il convento medioevale di Esrum, un antico bastione della cultura cattolica in Danimarca, ha ospitato un evento straordinario: cinquanta fra i più noti attori, scrittori, politici, vescovi, critici e poeti danesi, in un memorabile tour de force leggevano tutta la "Divina Commedia".

Si erano alternati leggendo due canti ciascuno per quasi venti ore consecutive, confortati dalla presenza dell’ambasciatore italiano Antonio Catalano di Melilli, dei collaboratori dell’Istituto Italiano di Cultura e di un pubblico entusiasta. Si festeggiava così la nuova traduzione del professor Ole Meyer che, con grande rigore filologico, aveva tradotto la "Commedia" rispettando l’endecasillabo dantesco. La precedente traduzione, seppur eccezionale di Christian K.F. Molbech che conservava le rime e la metrica senza tradirne minimamente il senso e le sfumature, aveva ormai mostrato i segni del tempo.

L’Istituto di Cultura Italiano, conoscendo l’attenzione straordinaria che il pubblico danese ha sempre dedicato alla "Commedia", ha deciso di offrire ai danesi la possibilità di ascoltare la Commedia in tutta musicalità e nel ritmo dell’opera nella sua lingua originale. A prestare la voce alla dolcezza, al sarcasmo e alla malinconia di Dante è stato chiamato l’attore italiano Gian Paolo Poddighe che a conclusione degli eventi culturali della stagione, si è cimentato nella "Lectura Dantis" nell’auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura a Copenaghen. Gian Paolo Poddighe ha recitato nei maggiori teatri stabili italiani per la regia dei più celebri registi, da Strehler a Ronconi. È stato già protagonista, insieme a Orazio Costa, suo maestro e grande interprete di Dante, di letture dantesche nelle principali città italiane.

L’invito è stato esteso alle associazioni culturali italo -svedesi presenti nell’area dell’Öresund. Gli esperti non dubitano che è stato un filosofo danese, Boezio di Dacia con la sua opera "Modi significanti", scritta sullo scorcio del 200, in cui separava di netto la verità scientifica dalla verità di fede, ad anticipare i concetti sviluppati dall’Alighieri . Il poeta italiano e il suo amico Guido Cavalcanti conoscevano benissimo quest’opera e la sua eco si fa sentire sopratutto nell’Ulisse del canto XXVI, a cui Gian Paolo Poddighe ha dato voce. Anche per questo Dante, in Danimarca, è sempre stato "di casa". (Inform)


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