* INFORM *

INFORM - N. 109 - 5 giugno 2001

Grande successo per il "Rigoletto" verdiano offerto alla comunità italiana dal Consolato Generale di Johannesburg

JOHANNESBURG - Per il terzo anno consecutivo si è svolto il concerto offerto dal Consolato Generale a favore della nostra comunità con i fondi del Ministero degli Esteri. Dopo il recital operistico presso il Club Italiano di Bedfordview nel 1999 e la Boheme in forma di concerto presso il teatro di Roodeport nel 2000, quest'anno i rappresentanti della nostra comunità hanno potuto apprezzare, domenica 27 maggio, un'eccellente recita del "Rigoletto" di Verdi allestita dai complessi musicali del "Black Tie Ensemble" presso il Teatro "Aula" dell'Universita' di Pretoria.

Si è trattato, come ha ricordato il Console Generale Clemente nel suo discorso di presentazione, di un evento culturale e comunitario che ha presentato molti aspetti significativi. Innanzitutto, il fatto che fossero presenti al concerto i delegati di tutti i 44 enti ed associazioni attivi nella nostra circoscrizione consolare: una presenza davvero completa ed in tal senso evenienza davvero rara per la nostra comunità, segno dell’apprezzamento per l’attività del Console Clemente a favore della collettività.

Erano infatti presenti, selezionati dalle rispettive associazioni di appartenenza, esponenti di due gruppi verso i quali il Consolato Generale, nell'organizzare l'evento, ha voluto dimostrare un interesse del tutto particolare: i nostri anziani, cui il concerto è stato affettuosamente dedicato in omaggio al loro lavoro ed alla loro devozione per il benessere della comunità italiana in Sudafrica e i nostri giovani, che da occasioni come queste possono e devono trarre ispirazione per sentire la responsabilità di mantenere viva anche tra le nuove generazione la fiaccola della nostra tradizione culturale più nobile e prestigiosa.

Attorno a loro il Consolato Generale ha voluto i rappresentanti dell'Ambasciata, dell'Istituto di Cultura (Istituto che ha dato tra l'altro un importante contribuito logistico e finanziario per la realizzazione dell'iniziativa), dell'ICE e dell'imprenditoria italiana.

La scelta di un'opera lirica come occasione di incontro comunitario per i connazionali della nostra circoscrizione ci è poi sembrata particolarmente appropriata. Il nostro orgoglio di italianità trae infatti ragione d'essere e forza anche in virtù della nostra straordinaria tradizione d'Arte e cultura nel cui contesto si situa soprattutto la nostra tradizione musicale, ed operistica in particolare. Non c'è bisogno di essere melomani per comprendere quanto la nostra Musica classica tenga alto il nome dell'Italia all'estero. Ed il fatto che nell'occasione offertaci del Consolato Generale abbiamo ascoltato un gruppo di giovani esecutori sudafricani esibirsi, esprimersi, vivere un'esperienza teatrale intensa e coinvolgente nella nostra lingua e' prova inequivocabile dell'amore che per l'Opera italiana si prova all'estero: un amore che ci deve riempire di legittimo orgoglio nazionale.

La versione del "Rigoletto" che la comunità italiana ha potuto ascoltare presso il Teatro "Aula" di Pretoria è stata per molti versi originale e non ha mancato di presentare aspetti interessanti sia per chi già conosceva il capolavoro verdiano che per quanti lo ascoltavano per la prima volta. L'opera è stata infatti presentata integrale (con regia, scene e costumi), ma non con l'accompagnamento dell'orchestra, bensì con un semplice organico di due pianoforti. Tale inconsueta soluzione interpretativa, lungi dal risultare limitante, ha al contrario, sorprendentemente, esaltato lo straordinario vigore espressivo e drammatico dell'opera, esaltandone la sua sconvolgente modernità. Il successo decretato dal pubblico entusiasta è attribuibile anche all'intelligente regia, essenziale ma profonda, ispirata ad un'astratta contemporaneità ma soprattutto ad un giovane gruppo di interpreti bravissimi sia dal punto di vista scenico che vocale. Su tutti ha spiccato, ricevendo il meritato tributo dagli spettatori, la sorpresa della serata: il giovane baritono zulu Linda Zhita, che al suo primo impegno scenico nell'opera italiana ha già dimostrato, in un ruolo peraltro tra i più difficili dell'intero repertorio verdiano, un talento che già sembra presagire, a dispetto della verde età, una promettentissima carriera.

Una giornata di cultura e di italianità davvero memorabile, dunque, che si è caricata di significati ulteriori sia per la sua quasi coincidenza con la Festa Nazionale del 2 Giugno, di cui il concerto ha voluto essere quasi una celebrazione anticipata, sia per il fatto che quest'anno si commemora il centenario della morte di Verdi: e festeggiare Verdi equivale a festeggiare la nostra italianità perché Verdi, uno dei Padri della patria, seppe esprimere con la sua musica immortale i valori più alti della nostra nazione. Ci rallegriamo per il successo delle iniziative promosse dal Console Generale Clemente e ci auguriamo che possano proseguire nel futuro, per l’arricchimento culturale della Comunità. (PLP-Inform)


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