* INFORM *

INFORM - N. 108 - 4 giugno 2001

Storia dimenticata per non dimenticare

Il libro di Deliso Villa, pubblicato dieci anni fa a Romano d’Ezzelino a cura dell’Adve e riedito sei anni dopo dall’Ente Vicentini nel Mondo, sta riscuotendo nuovo interesse in Canada dove se ne sta preparando la traduzione inglese. Il commento di un ex ministro federale.

VANCOUVER - Penso di essere stata tra i primi lettori di "Storia dimenticata", il libro di Deliso Villa, "finito di stampare il 28 febbraio 1991 presso la tipografia Minchio di Bassano del Grappa" com’è scritto in ultima pagina di quell’edizione. Dietro la coraggiosa impresa c’era allora l’Adve, un’associazione di Romano d’Ezzelino avente per scopo la difesa e la valorizzazione dell’emigrazione. Mi feci arrivare un pacco del prezioso volumetto e ne iniziai la diffusione tra quanti sembravano poter onestamente recepire il messaggio dell’autore. Scrissi recensioni e commenti per giornali di lingua italiana e bilingui e tutto finì lì.

Fintantoché, sei anni dopo, l’Ente Vicentini nel Mondo non rilanciò il libro, curandone la seconda più completa edizione: "finita di stampare nel giugno 1997 presso la tipografia U.T.Vi. tipolito di Vicenza". Altri brevi articoli, distribuzione a Vancouver tra gli insegnanti di corsi di italiano e avvio della traduzione inglese del libro, quasi subito interrotta per impreviste difficoltà di percorso. Di recente - tra l’altro avendo ricevuto notizia che "Storia dimenticata" è ora diffuso in Brasile in lingua portoghese - è rinata la voglia e la speranza di poter realizzare, qui in Canada, "Forgotten History".

Non si tratta di un libro "accademico", destinato agli scaffali delle biblioteche universitarie, dove tuttavia potrebbe degnamente figurare. E’ un libro per il grande pubblico che voglia sinteticamente e onestamente conoscere le ragioni e le conseguenze del "più grande esodo di un popolo nella storia moderna", come è stata definita l’emigrazione italiana da uno studioso americano.

Cercando appoggi e sponsorizzazioni per finanziare traduzione e ristampa del libro, ho avuto il privilegio di suscitare l’attenzione di un ex ministro federale di origine italiana, l’onorevole Carlo Caccia, presidente dello "Standing Committee on Environment and Sustainable Development" del Canada. Il parlamentare ha egli stesso scritto e fatto diffondere tra i numerosi media locali di lingua italiana (giornali e stazioni radiotelevisive) un commento a "Storia dimenticata".

"Si capisce subito quando si ha un buon libro tra le mani, è questo il caso del libro di Deliso Villa" ha esordito Caccia, il quale ne ha poi citato brani ed episodi, come la confisca di seimila ettari di bosco ai contadini del Montello costretti ad emigrare in massa in Brasile "dove coltivarono le piante del caffè al posto degli schiavi negri appena liberati", oppure il raccapricciante linciaggio di tredici italiani a New Orleans nel 1891, motivato unicamente da ragioni razziali. Due altri aspetti sono sottolineati nella nota del parlamentare: il grande apporto delle donne, che mentre i mariti "facevano l’America" si assumevano la responsabilità della famiglia e il peso di lunghe separazioni, e "l’immenso contributo coesivo della religione che - indipendentementedalla religiosità di ciascuno - ha unito gli emarginati, che nelle chiese trovavano un centro di ritrovo non solo fisico, ma di identità". E ancora: "Ai nostri giorni si raccolgono i frutti di due secoli di sofferenze, sacrifici e del grosso contributo economico dell’emigrazione. Gli emigrati italiani sono usciti dalle Little Italies per arrivare ai più alti vertici della vita politica, industriale e commerciale dei paesi in cui vivono. Il libro di Deliso Villa - conclude Caccia - ci aiuta a ricordare, perché dalla storia abbiamo molto da imparare".

Non c’è molto da aggiungere, se non esprimere la speranza che il progetto partito dal civilissimo Far West del Canada possa diventare realtà. (Anna Maria Zampieri-Veneti nel Mondo/Inform)


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