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INFORM - N. 108 - 4 giugno 2001

A Durban (Sud Africa) celebrata la Festa della Repubblica. Della Martina (CGIE) indica i principali temi che interessano gli italiani all'estero

DURBAN - Presso il Club italiano di Durban, presenti il console d'Italia Giovanni Davoli, centinaia di connazionali residenti nel KwaZulu-Natal, autorità civili militari e religiose, membri del corpo consolare, amici sudafricani, è stata celebrata al Festa della Repubblica. L'ing. Lorenzo della Martina, presidente del Comites e consigliere del CGIE per il Sudafrica, ha tenuto un intervento ricordando in particolare i principali temi che gli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero, Comites e CGIE, intendono porre all'attenzione del nuovo governo italiano.

  1. Voto all’estero. Il tanto sospirato voto all’estero attivo e passivo. Ci auguriamo - ha detto Della Martina - che le buone promesse fatte vengano al più presto rese concrete, ossia che la legge ordinaria che ci permetterà di votare alle prossime elezioni venga approvata entro i prossimi 6 mesi.
  2. Legge sulla cittadinanza italiana. Da tempo ci battiamo perchè venga attuata una riforma. La legge attuale crea delle anomalie all’interno di alcune famiglie, per cui dagli stessi genitori sono nati figli italiani e figli stranieri che hanno molte difficoltà ad ottenere la cittadinanza italiana.
  3. Informazione e comunicazione. Lo Stato italiano versa circa 75 miliardi di lire all’anno a Rai International tramite convenzioni con l’ente pubblico RAI e la Presidenza del Consiglio. Questi sono soldi dell’erario italiano e vogliamo che diano frutti più apprezzabili e più rispondenti alle effettive aspettative degli utenti nel mondo. Inoltre, le testate italiane ricevono ingenti somme dallo stato italiano, ma spesso esse ignorano l’italianità nel mondo.
  4. Giovani. Bisogna fare presto qualcosa per ravvivare l’interesse delle giovani generazioni nonché tutte le forze della dispora, se non vogliamo che l’italianità si spenga inesorabilmente. Qui a Durban stiamo dando l’esempio con la riattivazione della sezione giovani del Club italiano.
  5. Formazione professionale. Il Ministero del Lavoro finanzia progetti fino
  6. a un miliardo di lire ciascuno. Approfittiamo di questa opportunità, mettendo all’opera l’ingegno italiano che tanti frutti ha dato anche in KwaZulu-Natal.

  7. Tutela e previdenza sociale. Tra le promesse del nuovo governo c’è anche quella di un aumento delle pensioni. Le nostre sedi di patronato in Sudafrica, che lavorano per noi e costituiscono un valido tramite nei rapporti con le istituzioni, sono sempre vigili e attendono gli sviluppi della situazione. Il 7 marzo scorso è stata varata la legge di riforma dei patronati. Ora occorrerà attendere la decretazione ministeriale per l’applicazione. La nuova legge prevede più spazio e potere al ruolo che i patronati dovranno svolgere, al fine di garantire e tutelare i diritti dei cittadini.
  8. Rete consolare. Siamo riusciti a salvare il Consolato di Durban. Abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra non è finita. Pertanto, non si possono dormire sonni tranquilli e si dovranno individuare soluzioni possibili per avere una stabile ed efficiente rete consolare. Ma occorre anche un impegno forte di collaborazione da parte della comunità perchè, prendendo spunto dalle parole di John Fitzgerald Kennedy, non conta solo quello che fa lo stato, cioè il Consolato, per i cittadini, ma anche e soprattutto quello che i cittadini fanno per il loro Consolato, per le loro istituzioni, per l’associazionismo e il volontariato.

Il Sudafrica - ha concluso Della Martina - ha una popolazione tra le più eterogenee del mondo, pertanto si deve tener conto del multiculturalismo e del pluralismo che articolano la società. Anche dall’Italia, che sta percorrendo oggi la via verso la globalizzazione europea, ci viene l’esempio per un rinnovamento di portata ancora più ampia, in vista di una società multiculturale in cui sappiano coesistere pacificamente le diverse etnie, lingue e tradizioni, pur nella coscienza delle proprie origini e senza mai tradire le nostre radici, le tradizioni, la nostra etica, la profonda cultura religiosa ed i valori della famiglia e della solidarietà. (Inform)


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