* INFORM *

INFORM - N. 107 - 1 giugno 2001

RASSEGNA STAMPA

La Repubblica, 1.6.2001

Ora Fazio vede all'orizzonte il nuovo miracolo economico. "Deficit fuori linea, riforma di pensioni e sanità"

ROMA - Messaggio del governatore della Banca d'Italia al nuovo governo. Il miracolo economico "può essere ripetuto". "Possiamo e dobbiamo realizzarlo". Significativamente Antonio Fazio conclude proprio con queste parole le trentacinque pagine delle sue Considerazioni finali, le prime del dopo elezioni, le ultime della lira (peraltro mai menzionata). Ed è un appello ai lavoratori, ai sindacati, agli imprenditori, agli "uomini delle istituzioni" perché ripetano gli sforzi che "nei decenni successivi al secondo conflitto mondiale consentirono all'Italia di trasformarsi da sistema agricolo arretrato in una moderna economia industriale". In pratica, governo e parti sociali devono riportare in equilibrio una situazione economica che il governatore ritiene gravata da una spesa pubblica eccessiva, dal mancato avvio delle riforme di pensioni e sanità, mentre la congiuntura rallenta ovunque.

"Dobbiamo ritrovare con l'apporto di tutti, in un contesto internazionale più difficile, ma carico di opportunità, un nuovo slancio".

Allarme conti. "Il risanamento si è fermato....Il peggioramento dei conti pubblici si protrae nell'anno in corso". Fazio snocciola previsioni che subito provocano la risposta di Visco e Amato. Dice: "L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche eccederà in misura rilevante l'obiettivo dell'1% del Pil". Non chiarisce a quanto ammonta quel "rilevante", se all'1,3% come prevedono Ue, Fmi e Ocse o magari oltre. Avverte però che "il fabbisogno del settore statale nei primi cinque mesi dell'anno, al netto di 4.000 miliardi di rimborsi di tributi erariali già effettuati, ammonta a 74.000 miliardi. Si raffronta con un disavanzo di 50.600 miliardi nei primi cinque mesi dell'anno 2000".

Eppure non viene mai pronunciata la parola manovrabis; in nessun passaggio il governatore accenna alla necessità di una correzione. Al contrario, spiega che nell'immediato, per rientrare, il nuovo governo dovrà compensare lo sconfinamento dei conti pubblici "con una restrizione delle erogazioni di cassa". Per il futuro, "è necessario ricondurre l'equilibrio del bilancio in un'ottica pluriennale, inquadrandolo in un piano di riforme che coinvolga il sistema pensionistico, la sanità, il controllo dei bilanci delle amministrazioni locali, l'efficienza complessiva del settore pubblico".

Le priorità. Il governatore ne individua cinque, necessarie per consentire un abbassamento della pressione fiscale - e questa è la prima priorità - "di un punto percentuale all'anno per un quinquennio, a partire dal 2002" e riavviare lo sviluppo (nel 2001 l'Italia crescerà al 2,4% massimo).

L'Italia tratteggiata da Fazio immagina il governo Berlusconi che interviene "prontamente" per garantire "un graduale, significativo innalzamento" dell'età effettiva pensionabile; che ridefinisce "i diritti d'accesso" al sistema sanitario e ricorre a "forme private di copertura dei costi"; che crea "nuovi istituti contrattuali" da definire con le parti sociali e utilizza "maggiormente forme di remunerazione flessibile"; che riattiva "la realizzazione di grandi opere" coinvolgendo anche il capitale privato e le istituzioni finanziarie europee.

Le critiche. Alle imprese, che hanno tanti profitti e investono poco. Alle banche, che devono essere più europee e più efficienti. Al settore pubblico, che non contribuisce alla competitività dell'economia. Alla finanza locale, la cui spesa va frenata. Ai cittadini, che risparmiano meno (ma comprano più azioni). Ai governi di centro sinistra che hanno mostrato una certa leggerezza nel promettere meno tasse: "La riduzione del carico fiscale programmata per quest'anno e per i successivi non trova corrispondenza nell'evoluzione della spesa in relazione al Pil".

I riconoscimenti. Alla Fed che con i suoi tagli "aggressivi" ai tassi ha evitato il crollo delle Borse. All'Ulivo che ha riformato il mercato del lavoro facendo crescere l'occupazione che alla fine del 2000 "ha superato il livello massimo del 1992; è stata recuperata la perdita di oltre un milione di posti subita fino al 1995".

I silenzi. Fazio liquida la questione euro in 5 righette, per dire che ci si prepara alla transizione e che la stampa delle nuove banconote è cominciata. Nulla più. E dire che all'appuntamento mancano solo 213 giorni. (Elena Polidori)

Il Sole 24 Ore - 1.6.2001

ll Governatore Bankitalia elenca gli impegni per il prossimo Governo: welfare, federalismo ed efficienza dello Stato. Fazio: costruire un nuovo miracolo. Riforme per fisco, spesa pubblica e lavoro

ROMA - Il miracolo economico italiano "può essere ripetuto", con il contributo di tutti gli attori dell’economia, di un governo che ha di fronte a sè l’intera legislatura e soprattutto ricorrendo subito a grandi riforme. È il messaggio del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio che nelle sue Considerazioni finali ha lanciato un piano di interventi per ripetere il "boom": pensioni, sanità, lavoro, federalismo fiscale, controllo della spesa ed efficienza dello Stato. Contemporaneamente occorre rilanciare gli investimenti in infrastrutture e sfruttare "l’occasione di sviluppo" offerta dal Mezzogiorno. Misure da varare immediatamente anche perché il risanamento è al palo. Secondo Fazio l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche quest’anno sarà superiore all’1% "in misura rilevante".

Dal Governatore, convinto che la ripresa americana ci sarà molto presto, è arrivato un secco richiamo alle Fondazioni bancarie affinché facciano un passo indietro e rispettino le incompatibilità, senza pretendere di gestire le aziende. Positivi i giudizi di imprenditori e sindacati.

Il presidente di Confindustria D’Amato "promuove" la relazione: così è possibile avviare una nuova stagione di sviluppo. Fiducioso sul nuovo boom anche Berlusconi, mentre Amato e Visco criticano l’analisi dei conti: "Lasciamo l’Italia in salute".


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