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INFORM - N. 107 - 1 giugno 2001

Commissione continentale Europa-Nord Africa del CGIE

Intervento di Franco Santellocco. Ruolo dei cittadini italiani nel Maghreb nei processi di cooperazione e sviluppo

ALGERI - All'ordine del giorno della Riunione continentale Europa-Nord Africa, l'importante ruolo ricoperto dai cittadini italiani nei processi di cooperazione e sviluppo nei Paesi del Maghreb. A Franco Santellocco, organizzatore dell'incontro, consigliere del CGIE, fautore di svariate iniziative di solidarietà con le Associazioni locali, quali il Rotary, esperto conoscitore dell'Africa del Nord, è toccato il compito di illustrare alla platea il significato di questo ruolo, gli obiettivi della cooperazione e la sua urgenza.

L'Africa del Nord è una realtà che i Paesi europei e l'Italia in particolare, non possono sottovalutare. Le sole Algeria, Libia, Marocco, Tunisia ed Egitto, ha ricordato il consigliere, contano circa 70 milioni di abitanti, numeri che, secondo stime delle Nazioni Unite, sono destinati a triplicare.

Franco Santellocco ha poi introdotto alla platea alcuni "numeri" necessari a focalizzare l'urgenza e la necessità del lavoro di cooperazione fra popolazioni locali e cittadini italiani residenti in questi Paesi. "L'Africa - ha ricordato - ha delle emergenze da affrontare: prima fra tutte quella sanitaria". L'Africa infatti è attualmente devastata dalla cosiddetta "peste del secolo", l'AIDS che ha colpito ben 24 milioni di persone negli ultimi dieci anni. Insieme alla tubercolosi, alla malaria e alle altre malattie infettive, l'AIDS rappresenta un'emergenza che il Continente non potrà affrontare da solo. Santellocco ha voluto ricordare le recenti decisioni del Sudafrica in tema di liberalizzazione delle cure anti-AIDS che hanno rappresentato un primo passo contro la volontà dei colossi farmaceutici, come esempio di ciò che si può fare. Santellocco ha poi citato il Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, quando lo scorso 25 maggio, in occasione delle celebrazioni della Giornata per l'Africa, ha affermato "abbiamo di fronte a noi un compito epocale: collegare saldamente e durevolmente il futuro dell'Africa all'Europa, andare oltre l'emergenza umanitaria per gettare le basi di uno sviluppo autenticamente sostenibile, rendere più accessibili i nostri mercati alle esportazioni africane, ampliare i processi di integrazione mondiale". Questa integrazione, ha spiegato Santellocco alla delegazione riunita ad Algeri, per quanto riguarda i Paesi del Mediterraneo ha una storia relativamente antica. E' iniziata nel '73 con l'iniziativa multilaterale "Dialogo Euro-Arabo", è proseguita in ambito NATO con il "Forum Mediterraneo" fino ad arrivare, nel novembre del 1995, ad avere una vera e propria svolta grazie alla Conferenza di Barcellona in cui sono state definite alcune importanti azioni di cooperazione. Fra queste, ha sottolineato Franco Santellocco, emerge con forza l'importanza che a Barcellona è stata affidata al dialogo costruttivo fra produttori e consumatori e, in considerazione della vicinanza dell'Italia a questa fascia di Paesi del Mediterraneo, al ruolo dei cittadini italiani residenti in questi Paesi. "E' doveroso - ha affermato il consigliere - ricordare in particolare il ruolo svolto dagli italiani nello sviluppo della sola Algeria", e ha quindi citato le grandi opere realizzate direttamente o in cooperazione in questo Paese: il gasdotto transmediterraneo che unisce l'Italia all'Algeria; l'impianto di reiniezione di gas naturale di Hassi Messaoud in Algeria; le centrali elettriche realizzate da Ansaldo Energia, solo per citarne alcune.

Il consigliere ha proseguito ricordando come, particolarmente in Algeria, il ruolo e la presenza dei cittadini italiani, anche negli anni peggiori del terrorismo, ha determinato la nascita di una stretta collaborazione fra i due Paesi di natura non solo economica ma anche politica. Se l'Algeria è stata ascoltata nel mondo, ha proseguito Santellocco, lo si deve anche e soprattutto al lavoro svolto dagli italiani in questo Paese. Santellocco ha incentrato poi il suo discorso sul concetto di "identità mediterranea" a sottolineare l'importanza che un razionale e sostenibile sviluppo dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo ha per il benessere e la crescita di quelli della sponda opposta. E' in quest'ottica che l'Italia, per la posizione strategica che ricopre nel Mediterraneo, per la sua storia di rapporti con Paesi come l'Algeria, la Libia, la Tunisia, deve accelerare l'approvazione della nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo. "L'Africa - ha concluso Santellocco - deve restare il beneficiario principale degli interventi di cooperazione allo sviluppo con modalità differenziate tra Africa settentrionale ed Africa subsahariana". (Inform)


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