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INFORM - N. 106 - 31 maggio 2001

Ancora polemiche sull'esito delle elezioni del 13 maggio

Dino Nardi (CGIE Svizzera) a Enzo Centifanti (CGIE USA): "Sgradevoli reazioni"

ZURIGO - Il risultato delle recenti elezioni politiche italiane del 13 maggio sembra aver, d’un tratto, eccitato molti nostalgici del Ventennio che per oltre mezzo secolo erano stati costretti a contenere la loro bile. Altrimenti non si spiegherebbero le reazioni al di sopra delle righe e, qualche volta, anche preoccupanti che si sono ascoltate o lette in questi giorni.

Alcuni esempi li abbiamo avuti anche tra gli italiani residenti all’estero e, purtroppo, pure tra qualche membro del CGIE. Tra quest’ultimi si è distinto anche, buon ultimo, Enzo Centofanti, uno dei rappresentanti della comunità italiana degli Stati Uniti d’America, il quale, come un esperto matematico, prendendo spunto da un mio commento sull’esito delle elezioni del 13 maggio, ha voluto contestare, ex cathedra, il livello di conoscenza dell’aritmetica sia del sottoscritto che dello stesso premier de L’Ulivo, Francesco Rutelli. L’errore che avremmo commesso è stato quello di riconoscere che Berlusconi aveva si stravinto le elezioni politiche ma che, numeri e percentuali alla mano, il risultato aveva premiato il Polo delle Libertà perché in questa tornata elettorale sia Di Pietro che Bertinotti, con i rispettivi partiti, avevano corso da soli, al contrario del 1996 quando, invece, sostennero L’Ulivo e questi vinse le elezioni. Una pura follia in un sistema maggioritario ad un turno unico. Per cui se, anche questa volta, Di Pietro e Bertinotti avessero appoggiato Rutelli e L’Ulivo il centrosinistra avrebbe potuto vincere nei collegi uninominali e cioè nella quota che assegna il 75% dei seggi in Parlamento.

Questo era il succo del commento fatto dal sottoscritto e che mi aveva portato a sollecitare tutto il centrosinistra a riflettere sull’esito delle elezioni affinché si prendesse, finalmente, atto che con un sistema elettorale essenzialmente maggioritario, come abbiamo in Italia attualmente, non ha più senso continuare a difendere il proprio particulare da parte delle singole forze politiche, specie se minoritarie, essendo ormai indispensabile schierarsi con le maggiori aggregazioni politiche se si vuole aspirare a partecipare al governo del Paese. Come ha, poi, dimostrato anche il risultato del successivo ballottaggio che si è avuto domenica scorsa per le amministrative di importanti città come Napoli, Roma e Torino. Il buon Centofanti, un veterano rappresentante della Destra italiana negli USA, invece di concordare con questa analisi, condivisa, tra l’altro, dai più autorevoli commentatori politici italiani, si è messo a fare dell’umorismo spicciolo e a disquisire sulle percentuali dei voti utilizzando, a sostegno della propria tesi, quelle del proporzionale che è notorio come siano state a favore del centrodestra, anche grazie all’inghippo delle Liste civetta ampiamente utilizzate da Forza Italia tanto da restarne parzialmente scottata per carenza di candidati, ma che servono ad eleggere solo il 25% dei parlamentari.

Evidentemente, dopo tante e lunghe sofferenze patite stando all’opposizione, il canuto membro del CGIE di Filadelfia non si accontenta di avere stravinto (sia pure come coalizione, perché in questa occasione pure AN è stata vampirizzata da Forza Italia come tutte le altre forze politiche sostenitrici di Berlusconi), grazie al sistema elettorale maggioritario ed alla dabbenaggine di qualche presuntuoso politico. No, egli vuole anche far intendere capre per cavoli e travisare le considerazioni altrui. Probabilmente il buon Enzo, che è persona acuta, invaghito dei numeri, ha trascurato la lingua di Dante, forse complice la sua lunga permanenza negli States.

Al di là di questa primaverile querelle, nel CGIE si continuerà, ovviamente, a combattere per far approvare la legge ordinaria di attuazione del voto all’estero e per i diritti degli italiani all’estero. Anche se ormai non dovrebbe essere più necessario combattere per tali obiettivi visto che al governo del Paese, sostenuto da una più che robusta maggioranza parlamentare, vi saranno proprio quelle forze politiche di centrodestra che fino ad ieri, dall’opposizione, erano sempre schierate a fianco degli emigrati e del CGIE per sostenerne i legittimi diritti! O mi sbaglio? (Dino Nardi, Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE)


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