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INFORM - N. 105 - 30 maggio 2001

Emigrazione notizie (Editrice Filef) attacca Gaetano Cario

"Il fascino indiscreto della vittoria"

ROMA - L'articolo dedicato ai risultati elettorali in Italia, apparso su "L'Eco d'Italia" di Buenos Aires (vedi Inform n. 94 del 15 maggio), non è sfuggito a "Emigrazione notizie" (editrice Filef) che, in una nota che qui riportiamo, esprime, sia pure in tono ironico, un severo giudizio nei confronti del del suo direttore-editore. Gaetano Cario è anche vice presidente della Fusie e rappresentante della stessa Federazione della stampa italiana all'estero in seno al CGIE.

Nella competizione, in tempi antichi, era considerata buona norma per i vincitori gettare ponti d’oro al nemico in fuga. In seguito, si è sempre più diffuso l’uso di gettare ponti d’oro in direzione di chi vince.

A questo principio è evidentemente ispirato il commento dedicato dal direttore dell’Eco d’Italia, Cario, agli esiti elettorali del 13 maggio.

Il fascino della vittoria è tale da ispirare nei plaudenti, timorosi che la propria appartenenza al carrozzone "giusto" passi inosservata, slanci apologetici che nella loro dismisura, fra l’altro, nascondono la gravità di questioni obiettivamente spinose, che il "vincitore" avrebbe fatto meglio a dirimere prima di scendere in campo e che, comunque, non potrà esimersi dal risolvere quanto prima.

Così, il direttore dell’Eco d’Italia riduce il problema del conflitto d’interessi e quello della posizione dominante di Berlusconi nei media a entità irrilevanti, perfidamente ingigantite e strumentalizzate a fini elettorali dagli avversari del Cavaliere, appoggiati, sempre secondo l’autore, dalla stampa estera di parte. Il fatto che si tratta davvero di anomalie inusitate nel quadro delle regole democratiche della politica viene semplicemente misconosciuto.

Sulla stessa linea, Cario liquida quali attacchi menzogneri le critiche espresse dal centrosinistra nei confronti delle posizioni xenofobe e antieuropee assunte pubblicamente da alcuni rappresentanti della Casa delle Libertà. Il fatto che nel Vecchio Continente tali prese di posizione siano state registrate con preoccupazione e condannate da chi è impegnato nella realizzazione di un’integrazione europea fondata su principi di solidarietà e di convivenza civile fra i popoli viene taciuto. Il connesso, reale, pericolo di retrocessione dell’Italia a partner di retrovia in questo processo viene quindi ridotto a vano spauracchio agitato dall’avversario.

In considerazione dell’importanza dell’area di diffusione del giornale diretto da Cario in America latina e del diritto degli italiani là residenti a fruire di notizie utili, nella loro correttezza, ad orientare i lettori nel dibattito politico che accomuna le collettività italiane all’interno e al di là dei confini nazionali, questo genere di disinformazione non può che nuocere due volte: da un lato per l’oggettiva parzialità dei contenuti, dall’altro per lo stile adottato, quello dell’apologetica ossequiosa, non utile, certo, a promuovere riflessioni fondate sull’etica discorsiva del confronto.

Leggendo l’articolo viene insomma da pensare, riprendendo e parafrasando una citazione di Fini contenuta nel pezzo, che il direttore dell’Eco d’Italia ritenga che si possa rinunciare a qualcosa pur di appartenere alla coalizione vincente. (edc)


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